Erdogan minaccia l'intero Occidente

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Bashar Al Assad si schiera contro Erdogan, lo scontro si estende dai 35 chilometri a Sud della Siria lungo la frontiera (rivendicati come «zona cuscinetto» dalla Turchia), a un terzo della Siria. Al patto delle forze curde con Damasco, il presidente turco ha annunciato che la sua avanzata si può allargare a 450 chilometri, attraverso i centri curdi di Hassakeh e Kobane. Fino in prospettiva alle ex roccaforti dell’Isis di Raqqa e Deir Ezzor, da poco liberate dalle Syrian democratic forces (Sdf) guidate dai curdi e sostenute dalla Nato. Grazie ai rinforzi di Assad, le brigate Ypg del Rojava puntano a riconquistare il cantone a Ovest di Afrin occupato dai turchi dal 2018.

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La Turchia invade la Siria, il mondo non reagisce

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Erdogan sostiene che la guerra che sta conducendo in territorio siriano «non è contro i curdi ma soltanto contro lo Ypg» è chiaro che al momento non c’è più posto per i curdi ad Afrin. Dei circa 300 mila che popolavano la città all’inizio della battaglia almeno 250 mila sono fuggiti, la maggior parte verso i territori governativi, soprattutto ad Aleppo. Ankara progetta di trasferire nel cantone 170 mila rifugiati siriani, ma di etnia araba, la maggior. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, vicino ai ribelli, 1400 persone sono rimaste uccise in due mesi di combattimenti e raid. L'articolo di Giordano Stabile su La Stampa.

Erdogan invade la Siria e conquista Afrin, città curda

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