L'infinita tragedia libica, altri morti in mare

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Mettiamo in fila qualche dato. Secondo l’Unhcr, tra il 2015 e il 2018 sono annegate nel Mediterraneo 15.544 persone partite dalla Libia. Giusto un anno fa, il giornale inglese The Guardian pubblicò una lista con i nomi e i cognomi di 34.361 persone annegate nel Mediterraneo nei vent’anni precedenti. Sono cifre, lo dicono tutti, approssimate per difetto. È ragionevole avanzare una stima, per gli ultimi vent’anni, di 50mila morti. Le 150 persone morte poche ore fa al largo della Libia sono solo un esempio, forse appena più clamoroso, delle innumeri tragedie che si sono consumate tra le onde e di cui nemmeno si è parlato. Il commento di Fulvio Scaglione su Linkiesta.

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L'Italia vende armi al Qatar e... nessun lo sa!

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In poco più di un anno abbiamo venduto a Doha sette navi da guerra Fincantieri per 4 miliardi di euro, 28 elicotteri NH 90 (ex AgustaWestland) per 3 miliardi di euro, inoltre è stata siglata un’intesa da oltre 6 miliardi di euro per 24 caccia Typhoon del consorzio Eurofighter, di cui Leonardo-Finmeccanica ha una quota del 36 per cento. Aerei che per altro sono stati venduti anche all’Arabia Saudita, dopo una visita a Londra del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, secondo la Cia il mandante dell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi. Ecco alcuni dei tanti motivi – le tensioni nel Golfo e in Libia – per cui l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad al-Thani qui da noi ha un peso rilevante. Siamo un alleato strategico. L’emirato è un grande produttore di gas, in partnership con l’Iran - sotto sanzioni americane - ed è uno dei maggiori investitori stranieri in Italia, dove i qatarini hanno acquistato marchi della moda (Valentino), immobili, grandi alberghi e la compagnia aerea AirItaly, ex Meridiana, dall’Agha Khan. Il commento di Alberto Negri sul sito Linkiesta.

Qatar, bombe italiane in dono ai fratelli musulmani

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Libia, dalla morte di Gheddafi al caos di oggi

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 La sostanza del conflitto libico è molto, molto semplice: c’è un Governo debolissimo, quello appunto guidato da Al-Sarraj ma riconosciuto dalla comunità internazionale. E c’è un Paese, la Francia, che lavora perché quel Governo cada, anche a costo di ripiombare la Libia nel caos più totale. Il piano di Macron è chiaro: far fuori Al-Sarraj e andare in dicembre a quelle elezioni che nessuno tranne lui voleva e che finirebbero con l’incoronare un vassallo di Parigi: m. Il comento di Fulvio Scaglione sul sito linkiesta,it

Libia, è scontro tra Italia e Francia, grazie a Macron

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