L'incognita Brexit pesa sull'Europa

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A torto o a ragione, il Regno Unito è stato spesso considerato dalle élite politiche europee come un baluardo di stabilità e buon governo. Oggi tuttavia l'instabilità domina e questa "nuova normalità" rappresentata da una politica tumultuosa non accenna a diminuire. In un'epoca di fluidità e cambiamento, gli elettori sono pronti ad abbandonare rapidamente le loro precedenti scelte elettorali. Il commento di Luke Cooper su Vox Europ. 

La Brexit di Johnson, una mina pronta ad esplodere, per l'Unione Europea

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Euroscettici allo sbando, da Londra a Roma

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Non è dato sapere se Jeremy Corbyn segua la politica italiana o abbia chiesto consigli a Matteo Renzi. L’ultima mossa sembra un copia/incolla dettato da un imperativo assoluto: fermare Boris Johnson, dare un colpo di freno alla Brexit, impedire il «no deal» di fine ottobre, che avrebbe effetti rovinosi sull’economia del Paese e devastanti sulla coesione del non più tanto unito Regno Unito. Il leader laburista propone un’alleanza di tutti contro Boris, che gli permetterebbe di diventare "temporaneamente" primo ministro. In sostanza, un « governo di scopo » (copyright Matteo Renzi?) che esorcizzi la deriva populista, che possa rinegoziare con Bruxelles le condizioni di uscita, che prenda tempo prima della discesa irreversibile nel precipizio e portare il Paese a un nuovo referendum, anche se Corbyn resta prudente, consapevole che una parte del suo elettorato ha votato per l’uscita dall’Europa. Il commento di Massimo Nava su Linkiesta.

Brexit con Johnson, Italexit con Salvini?

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Brexit e Italexit, ovvero i limiti dei nazionalismi

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Uno dei limiti del neonazionalismo è quello di pensare in termini antichi, adatti ai tempi di una volta, quando le reazioni dei Paesi vicini impiegavano settimane a manifestarsi davvero perché le notizie viaggiavano lente. Era così, più o meno, fino a un secolo fa, prima della radio. Nel mondo di oggi poi è ancora molto meno facile distinguere i fatti nostri dai fatti di tutti, in particolare in un’Europa che ha quasi 40 Stati sovrani, se ci si ferma agli attuali confini orientali della Ue, ma su un territorio che è non molto più della metà di quello degli Stati Uniti (Alaska e Hawaii escluse). Due Paesi in particolare, Regno Unito e Italia, offrono al momento un caso puntuale di nazionalismo giocoforza internazionalizzato. Il commento di Mario Margiocco su Lettera43.

Brexit in panne, a Gran Bretagna non sa che fare

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