Europa, né gigante economico né politico

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La crisi greca non è finita, ma è entrata in fase di stand-by, in attesa delle elezioni del 20 settembre e poi delle trattative sulla ristrutturazione del debito, ammesso che, alla prima verifica di ottobre, il programma di riforme concordato con i creditori risulti attuato e credibile nei fatti. Ma siccome in Europa le emergenze non finiscono mai, al centro dell’allocuzione di Juncker ci sarà l’immigrazione, la politica comune che non c’è ma la cui urgenza diventa sempre più impellente. Il numero dei profughi alla ricerca di asilo che approdano in Europa continua ad aumentare: 23mila in Grecia in una settimana, 100mila in agosto in Germania, che quest’anno ne accoglierà 800mila, l’1% della sua popolazione. I salvataggi dell’Italia nel Mediterraneo sono ormai quasi quotidiani, mentre le rotte terrestri, via Balcani e poi attraverso l’Ungheria, diventano sempre più frequentate perché ritenute meno pericolose. Con flussi sempre più incontenibili, si moltiplicano tragedie e perdite di vite umane. Un articolo di Adriana Cerretelli su il Sole 24 Ore.

L'Europa senza leader capaci

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