Unione Europea ancora "in sonno"

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«L'Europa si trova in un momento molto decisivo. Dobbiamo affrontare preoccupazioni, speranze e desideri della gente ma farlo in modo realistico», ha detto Angela Merkel. «Brexit non è una crisi ma la crisi che potrebbe minacciare l'esistenza dell'Unione» ha dichiarato François Hollande. «La storia non ci giudicherà sui nostri errori ma sulla forza della nostra volontà e delle nostre convinzioni», ha avvertito Jean-Claude Juncker davanti all'europarlamento. Non ancora un programma politico comune ma una specie di seduta di autocoscienza collettiva a 27 alla ricerca di reciproca fiducia e concordia perdute, dei minimi comuni denominatori indispensabili per ricominciare e ricostruire. L'editoriale di Adriana Cerretelli su Il Sole 24 ore.

Bratislava, Ue ad un bivio

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Le banche crollano. Il premier: "E' il mercato, bellezza!"

Il premier dice che le sue intemerate contro l’Europa che hanno fatto perdere la pazienza a Jean-Claude Juncker, non hanno niente a che vedere con l’economia e con i guai del credito, ma è evidente che si tratta di una bugia, pur necessaria. Quattro anni fa, i principali partner europei si precipitarono in soccorso delle banche elargendo generosamente soldi pubblici: la Spagna costò 52 miliardi, l’Irlanda 42, la Grecia più di 40, il Portogallo e il Belgio 19 mentre la Germania di Frau Angela mise sul piatto la bellezza di 238 miliardi di euro. E l’Italia? Non servono soldi, proclamò orgogliosamente Monti, il sistema è sano. Però fu costretto a pagare la sua parte per salvare le banche altrui. L'opinione di Roberto Manfellotto sul Messaggero Veneto.

Bad Bank in dirittura d'arrivo

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Vecchia Europa, la crisi si aggrava

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Bruxelles deve farsi carico di politiche comuni, quelle che hanno implicazioni che vanno al di là dei singoli stati nazionali. Queste politiche comuni debbono essere sostenute, al centro, da una capacità fiscale limitata ma indipendente dai trasferimenti finanziari dei singoli stati e gestite attraverso il bilanciamento istituzionale tra un potere esecutivo (Consiglio dei capi di governo e Commissione) ed un potere legislativo (costituito esclusivamente dal Parlamento europeo) nettamente distinti. Nessuna decisione, inoltre, può essere presa dal potere esecutivo senza l’approvazione di quest’ultimo. Le considerazioni del prof. Sergio Fabbrini su Il Sole 24 Ore.

Per Juncker l'Ue funziona così com'è, per gli Stati no

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