Europeisti e sovranisti all'Ok Corral del 26 maggio

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Il tedesco Manfred Weber, candidato dall'autunno alla presidenza della Commissione Ue, può contare sull'endorsement di Merkel e di tutta la Cdu, divisa ma ricompattata sulla Csu, non entusiasma né isocialdemocratici (Sdp) al governo nella Grande coalizione, né i liberali (Fdp) all'opposizione. Sono ovviamente contrari, sempre a destra, gli euroscettici e sovranisti di Alternative für Deutschland (AfD). E men che meno vogliono Weber i verdi tedeschi e, ovviamente, i sovranisti di Alternative fur Deutschland. Il commento di Barbara Ciolli sul sito Lettera43.

Bruxelles, la Germania punta alla presidenza della Commissione Europea

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Si avvicina il 26 maggio, le fragilità dei partiti sovranisti

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Se si vuole contrastare il sovranismo, occorre rivedere molte idee ingenue dell’europeismo. È vero che il protezionismo ci renderebbe tutti più poveri, ma è anche vero che l’apertura dei mercati deve essere governata per prevenire la polarizzazione sociale. È vero che il populismo ci renderebbe tutti meno liberi, ma è anche vero che le identità nazionali debbono essere riconosciute. È vero che l’Ue deve essere democratizzata, ma non si può farlo pensando di ripetere l’esperienza degli Stati nazionali. È ora di abbandonare gli ormeggi dell’inerzia culturale e politica. Il commento del Prof. Sergio Fabbrini su Il Sole 24 Ore.

La guerra santa tra sovranisti ed europeisti

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Abbiamo un'Europa incompiuta

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«I Paesi dell’est? Non vogliono l’integrazione dell’Europa. Rivogliono semplicemente la sovranità nazionale perduta, dopo decenni di nazismo e comunismo. La cosa buffa è che stanno usando le istituzioni europee per raggiungere il loro obiettivo». Sergio Romano lasciò la carica di ambasciatore italiano a Mosca e la carriera diplomatica pochi mesi prima che il muro cessasse di esistere, nei primi mesi del 1989, una specie di congedo dalla guerra fredda, poco prima che terminasse. Di quel che successe allora, e di quel che accadde da allora in poi, tuttavia, ha il ricordo vivido del testimone privilegiato, di chi sapeva che cosa stava succedendo e perché: «A dire il vero non avrei mai pensato che l’Unione Sovietica si disintegrasse così in fretta - si schermisce - e sinceramente nemmeno pensavo che la caduta del Muro di Berlino avrebbe fatto scomparire tutti i muri del mondo». L'intervista di Francesco Cancellato all'ambasciatore Sergio Romano.

 

Europa, un errore l'allargamento ad Est

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