La strategia della Fed (e di Draghi) contro la Ue

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La Fed, la Banca centrale americana, continuerà a perseguire gli obiettivi tanto della piena occupazione quanto della stabilità dei prezzi. La Yellen incoraggia quella che è una politica virtuosa di spesa infrastrutturale che i traduttori nostrani italici interpretano come debito buono e non cattivo, ossia quel debito che può produrre un  tasso di crescita superiore al tasso di indebitamento (...) C'è chi parla della necessità di dar vita a una politica espansiva che si fondi sul Pnrr divenuto una costante e non un'eccezione determinata dalla catastrofe pandemica. Le considerazioni dell'economista prof. Giulio Sapelli su il Sussidiario.

Sta cambiando il volto dell'Europa, fino a ieri matrigna?

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Pericolo recessione mondiale, grazie a Trump

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«Noi siamo pronti a fare quel che è necessario per sostenere l’espansione, ma la politica commerciale rappresenta una nuova sfida, è un affare che riguarda il Congresso e l’amministrazione, non la banca centrale». Jerome Powell, aprendo ieri l’annuale incontro della Federal Reserve a Jackson Hole, è stato chiaro. Se arriverà una recessione, Donald Trump dovrà prendersela con se stesso non con la Federal Reserve. Mentre parlava, le agenzie di stampa battevano la notizia che la Cina aveva deciso, come ritorsione, di colpire prodotti americani per 75 miliardi di dollari. Il presidente della Fed, dunque, ha detto “il re è nudo”. La guerra dei dazi è il maggior pericolo che incombe sulla economia internazionale.Ma attenzione, non c’è solo questo. Le nubi che s’addensano all’orizzonte sono in gran parte nubi politiche e se arriverà un nuovo crac, sarà a tutti gli effetti una crisi politica non economica. Il commento di Stefano Cingolani su Linkiesta.

Con questi politici (Trump, Johnson, Salvini, ecc.) solo delusioni

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