Ci si può fidare dell'Iran di oggi?

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Degli Stati emersi dalle tre grandi rivoluzioni del XX secolo – in Russia nel 1917, in Cina nel 1949 e in Iran nel 1979 – la Repubblica islamica d’Iran da sola persevera in qualcosa che somiglia alla sua forma originale. L’Iran moderno è quindi un relitto storico, ma allo stesso tempo una dinamo contemporanea. Il suo regime rivoluzionario è sempre più sclerotico e assediato. Eppure, negli ultimi anni, è riuscito a esercitare sempre più potere e influenza oltre i propri confini. L'editoriale di Michael Mandelbaum su Il Sole 24 Ore.

Attenti al'Iran, sempre più influente in Medioriente

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Il mondo siede su una polveriera pronta ad esplodere

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L’inizio dell’anno è il momento giusto per soppesare i rischi. Ci aspettano importanti rischi economici tra i quali anomalie dei prezzi degli asset provocate da un decennio di tassi di interesse bassissimi, spostamenti della domanda causati dal cambiamento in atto nella struttura dell’economia cinese e la persistente debolezza delle economie europee. Ma i rischi più a lungo termine sono di natura geopolitica e vengono da quattro fonti: Russia, Cina, Medio Oriente e cyberspazio. L'editoriale di Martin Feldstein su Il Sole 24 Ore.

Quattro le polveriere nel mondo

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Nello scacchiere mediorientale c'è anche l'Iran

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Il conflitto in Siria in sostegno ad Assad e soprattutto quello in Iraq è percepito come una minaccia ai confini e agli interessi dell'Iran, qui ben più ampi e strategici di quelli della Russia: «Non vogliamo assolutamente che i jihadisti arrivino a 30-40 chilometri dalle nostre frontiere: è la nostra linea rossa», dichiarano i generali dei Pasdaran. Una guerra costata alle casse di Teheran alcuni miliardi dollari, una decina almeno dall'inizio della rivolta siriana del 2011, ma considerati comunque un investimento sulla “mezzaluna sciita”, l'asse confessionale, detto anche della “resistenza”, che passa da Teheran-Baghdad-Damasco-Hezbollah in Libano. Quella dorsale dove gli iraniani avrebbero fatto volentieri correre il loro gasdotto fino ai porti siriani sul Mediterraneo, una delle molte ragioni che avrebbero spinto la Turchia e le monarchie del Golfo a sostenere i jihadisti contro il regime di Damasco. Un editoriale di Alberto Negri su Il Sole 24 Ore.

In Medio Oriente risorge l'Iran

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