Anche la Germania della Merkel ha i suoi problemi

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Di tutto ha voglia la cancelliera Merkel, e con lei ancora la maggioranza della Cdu-Csu, piuttosto che di una deriva populista ed estremista in Germania. E tuttavia anche tra i conservatori si litiga e non si  intravedono nuovi leader. Sul fronte dei socialdemocratici è addirittura una Caporetto. A giugno Scholz aveva detto un no fondato categorico a rimpiazzare la dimissionaria Andrea Nahles alla presidenza della Spd («sono vice cancelliere e ministro delle Finanze, sarei totalmente inadeguato»). Ma si è dovuto ricredere per non voltare le spalle al partito: nessun altro esponente di peso si era nel frattempo fatto avanti, per prendere in mano la situazione disastrata dei socialdemocratici, in caduta libera al 13%. Chi si proponeva, come il vice capogruppo della Spd in parlamento Karl Lauterbach o la deputata ambientalista Nina Scheer, chiedeva disco verde a uscire dal governo di grandi intese. Come vuole ormai una sfilza di esponenti socialdemocratici e l’ala giovanile degli Jusos. Nonostante il cortocircuito di una crisi di governo sia un suicidio politico a ridosso delle imminenti e pericolose Regionali. Il commento di Barbara Ciolli su Lettera 43.

Elezioni in Germania, tremano la Merkel e i socialdemocratici

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Europeisti e sovranisti all'Ok Corral del 26 maggio

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Il tedesco Manfred Weber, candidato dall'autunno alla presidenza della Commissione Ue, può contare sull'endorsement di Merkel e di tutta la Cdu, divisa ma ricompattata sulla Csu, non entusiasma né isocialdemocratici (Sdp) al governo nella Grande coalizione, né i liberali (Fdp) all'opposizione. Sono ovviamente contrari, sempre a destra, gli euroscettici e sovranisti di Alternative für Deutschland (AfD). E men che meno vogliono Weber i verdi tedeschi e, ovviamente, i sovranisti di Alternative fur Deutschland. Il commento di Barbara Ciolli sul sito Lettera43.

Bruxelles, la Germania punta alla presidenza della Commissione Europea

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Quant'è bello conquistare Bruxelles! La corsa è iniziata

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Monsieur le président Emmanuel Macron non si trova nell'imbarazzo di scegliere il tavolo su cui giocare a poker a Bruxelles: la partita che sembrava più importante, quella della Banca centrale europea,ha già dettato le politiche della prima parte dell'anno e le ambizioni di Germania e Nord Europa, è divenuta quasi meno importante agli occhi di Parigi. Che guarda con più interesse alla poltrona della presidenza della Commissione. «Ci sono eccellenti candidati francesi per la Bce. Ma, se vuoi avere un'influenza sul futuro dell'Europa, la Commissione è più importante», ha confermato una fonte dell'esecutivo francese alla Reuters. Il commento di Giovanna Faggionato sul sito Lettera43.

Lavorìo sotterraneo per la nuova Ue

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