Voto in Groenlandia, un affare mondiale

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Le potenze mondiali guardano con estremo interesse alla Groenlandia anche per il posizionamento geografico sulla rotta artica, ormai percorribile tutto l’anno: sul “Passaggio a Nord-ovest” mettono gli occhi tutti, a cominciare dagli Usa che vogliono aiutare la Danimarca a costruire tre nuovi aeroporti nell’isola, e negli ultimi decenni hanno costruito diverse basi militari e stazioni meteorologiche. Altro effetto del riscaldamento climatico è l’aumento e la diversificazione della pesca, altra grande industria dell’isola, a cui fa da contraltare la vita dei cacciatori che vivono con sempre maggiore difficoltà. Il commento di Carlo Renda su Huffington Post.

Groenlandia, isola felice ancora per poco?

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Londra cresce, la Ue no

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Non abbiamo creduto che la Brexit fosse una pestilenza che avrebbe trasformato Manchester e Liverpool in lazzaretti, con il rischio di contagio universale. Le previsioni erano fasulle, servivano ad accompagnare le scommesse degli speculatori per consentire enormi guadagni. Nulla di scientifico, ma la forza della suggestione e della presunta autorevolezza del Financial Times. E dire che c' erano precedenti storici. Quando la Groenlandia, staccatasi nel 1985 dalla Danimarca, se n' è andata dalla Ue, è cresciuta formidabilmente. Gli economisti e i banchieri prevedevano il contrario, ovvio. Come a giugno in Gran Bretagna. Si confondono le scommesse dei banchieri e le speranze dei burocrati per la realtà delle cose, e non si capisce che la forza della libertà è prepotente. Spezzare le catene fa volare. E l' autostima dei britannici, liberatisi dal gran bordello europeo, volteggia come farfalla. Di tutto questo nessuno ha scritto nulla. L'editoriale di Vittorio Feltri su Libero.

Brexit, una manna per Londra

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L'Unione Europea sempre più vicina al collasso

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L’uscita della Gran Bretagna priverebbe l'Unione Europea della sua seconda economia, della sua prima piazza finanziaria, dell’unica potenza militare insieme alla Francia, di una democrazia antica e inviolata. Di equilibrio, pragmatismo culturale e libertà di pensiero, tre doti che visibilmente le mancano e in parte spiegano la crisi di identità in cui si dibatte. La diserzione di uno dei tre maggiori azionisti toglierebbe poi credibilità a una spa già infragilita da troppe divisioni interne. L'editoriale di Adriana Cerretelli su Il Sole 24 Ore.

Agguato Brexit, l'Ue trema

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