A Roma un governo indeciso su tutto

Vogliono vincere le elezioni europee per cambiare la politica economica dell’Unione. Credono di poter diventare l’ago della bilancia di un Europarlamento rinnovato e sperano che altre forze politiche anti establishment facciano un buon risultato per porre fine al consociativismo di liberali, socialisti e popolari europei. Ma ci sono poche, pochissime possibilità per Lega e Movimento 5 stelle di evitare una manovra correttiva e l’aumento dell’Iva nella legge di bilancio nel 2019. Sia che al governo ci sia ancora il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, o Matteo Salvini come leader del rinnovato centrodestra o addirittura un tecnico come Mario Draghi o Carlo Cottarelli nel caso la situazione economica e politica dovessero degenerare. Lega ma soprattutto il Movimento 5 stelle hanno puntato tutte le loro fiches politiche sulla vittoria alle elezioni europee per cambiare la composizione della Commissione e del Parlamento europeo ma non basterà. Il commento, severo, di Andrea Fioravanti sul sito linkiesta.

Italia in difficoltà, dopo le europee le contraddizioni esploderanno

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Il governo giallo-verde di fronte alla recessione

Per la seconda volta in un decennio l’Italia oltrepassa le colonne d’Ercole della recessione tecnica, e magari ha ragione il premier Giuseppe Conte – “Il 2019 sarà un anno bellissimo” – ma l’esperienza ci dice che la decrescita non è mai solo un fatto economico: segna spartiacque politici, concretizza un prima e un dopo nei governi e della vita quotidiana delle Nazioni. Nel 2010 la crisi dei debiti sovrani, uno tsunami assai più potente dell’attuale, ma che cominciò esattamente allo stesso modo – determinò la caduta di Silvio Berlusconi. Nel 2018 due trimestri di calo del Pil, peraltro non consecutivi, furono lo scenario della defenestrazione di Enrico Letta e dell’avvento di Matteo Renzi. E ora? Le considerazioni di Flavia Perina sul sito linkiesta.

L'economia, il problema n 1 di Palazzo Chigi

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Si vara una finanziaria "al buio", le Camere insorgono

Il governo giallo-verde tenta di cambiare il mondo come scritto nel Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi.» Per questa ragione vi chiedo: qual è l'origine della frase "cambiare tutto per non cambiare niente"? Il fatto è che le cose stanno cambiando, questo sì. Ma in peggio. Intanto il peso delle tasse sugli italiani cresce. Lo scontento serpeggia in ogni categoria sociale (n.d.r.). Dal giorno dell'insediamento di questo strano esecutivo, mai voluto dagli italiani, ossia sei mesi dopo, con l’anno che si avvia alla conclusione, i protagonisti di quella crisi si sono ritrovati al Quirinale, nel giorno dell’umiliante capitolazione di fronte a Bruxelles mascherata da vittoria del programma elettorale, per i tradizionali auguri del presidente alle cosiddette alte cariche dello Stato. E il cambiamento è apparso ancora più impalpabile, fino a diventare evanescente. L'editoriale di Marco Damilano sul settimanale L'Espresso.

Nei Palazzi romani regna la confusione più totale

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