Il Colle boccia il “metodo Conte”

Conte ha firmato un nuovo Dpcm anti-Covid. Un provvedimento limitato e tardivo. Il governo è ormai in balia degli eventi. Questo esecutivo è inadatto a governare l’Italia in questa fase? A marzo gli italiani, per via della paura, erano pronti a perdonare ogni errore e a sopportare qualunque liquidazione. Il vento è cambiato, in tanti non hanno visto un euro, o sono in mezzo ai guai. Il commento di Anselmo Del Duca su il Sussidiario.

Palazzo Chigi zoppica (ma Conte 2 non se accorge)

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Conte resta nella giostra della politica

Il premier Giuseppe Conte tace per un semplice, banale, motivo che è la sua stella polare: galleggiare, appoggiandosi ora a una boa ora all’altra. Sovranista e populista ai tempi del leghismo a cinque stelle, europeista e punto di riferimento progressista adesso. L’analisi contiana è questa: il M5S non è più un brand di successo, la sua è una crisi di mission anche legata a fattori internazionali. La risacca del Movimento potrebbe colpire anche lui. Il commento di Nicola Biondo su Linkiesta.

Conte non ha più bisogno del M5S

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L'improcratinabile necessità di una destra liberale

A sinistra, con prudenze qui e là sovrabbondanti - e al prezzo di riforme pessime, come il taglio dei parlamentari praticato con denti aguzzi, o agghiaccianti, come il sequestro dei cittadini attraverso processi senza prescrizione, o come il totalitario annullamento della loro privatezza confiscata via trojan – il Pd è riuscito a portare i cinque stelle dai gilet gialli ad Angela Merkel. A pensarci vien quasi da ridere: da uscire dall’euro subito, slogan dei bei tempi piazziaioli, a prendersi gli euro subito, nella quantità di 209 miliardi. E il premier espresso dal grillismo, Giuseppe Conte, che diventa la marmorea garanzia del nostro ormai irrinunciabile europeismo. Non è poco. (Non ha nessun senso restare a ruota del sovranismo salviniano e meloniano... Noi siamo parte, non controparte dell'Unione Europea, la soluzione è tutta lì). Il commento di Mattia Feltri su Huffington Post.

Molti si dicono liberali, in realtà sono ben pochi

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