Dai pieni poteri a Salvini (negati) a quelli a Conte

Quando è nato il governo giallorosso, in sostituzione del gialloverde, con maggioranza in Parlamento ma in minoranza nel Paese, lo si benedisse, con qualche ritrosia, sul calcolo di Catalano che avere un partito populista a Palazzo Chigi è meglio di averne due, e nella speranza che il nuovo socio, il Pd, lasciasse prevalere quel che resta della sua sapienza istituzionale sul suo, di populismo. Non è successo. Nel rapporto con la democrazia parlamentare e con l’amministrazione della giustizia, la sapienza istituzionale ha ceduto come i pantaloni senza cintura. Il commento di Mattia Feltri su Huffington Post.

In Ialia in grande pericolo la democrazia

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Il premier si pone fuori dalla Costituzione

"Il nostro sistema costituzionale, a differenza di altri, non prevede la sospensione dei diritti fondamentali né l’attribuzione al governo di poteri straordinari che limitino quelli del Parlamento. Salvo lo stato di guerra, in cui sono le Camere a conferire all’esecutivo i pieni poteri. Tuttavia, una situazione straordinaria può essere affrontata con limitazioni – e non esclusioni – di alcuni diritti fondamentali per bilanciarli con altri. Ad esempio, durante la pandemia, il diritto alla salute rispetto al diritto di circolazione''. La stroncatora dell'ex presidente della Corte Costituzionale Casare Mirabelli intervistato da Federica Fantozzi su Huffington Post

Mirabelli: "Conte si arroga poteri al di fuori della Costituzione''

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"Abbiamo un governo incapace di decidere''

Governo Conte "indecidente'', non si prende le sue responsabilità

La procedura esiste da tempo ma negli ultimi dieci anni è molto aumentata fino a essere applicata in maniera assidua dai governi Conte. Vi si ricorre quando non si riesce ad attuare fino in fondo l’indirizzo politico sul quale si basa il governo. Il risultato è che il Consiglio dei ministri approva per lo più generici principi o obiettivi poco definiti, che poi saranno riempiti da altri. Il difetto grave è che si affida all’apparato burocratico amministrativo del Paese, seppure non di rado di qualità, una responsabilità politica che non gli appartiene. Da un lato c’è un eccesso di discrezionalità amministrativa, che può addirittura implicare la necessità di reperire risorse per coprire spese non previste, dall’altro c’è una perdita di credibilità da parte della politica, che abiura al suo ruolo, soprattutto in questa fase storica. L'intervista di Giacomo Puletti al costituzionalista prof. Francesco Clementi su Il Dubbio.

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