Progetto con il Cern e l'One Health Center

Domande alla virologa Ilaria Capua. Soffermiamoci su questo principio dell’intelligenza collettiva. Il progetto è aperto a tutti? Va inteso come una call ad altri gruppi di ricerca? “Il progetto è assolutamente open: la piattaforma Zenodo è open, il gruppo Yellow Submarine è open, l’intero network è open a tutti i gruppi di ricerca interessati a studiare il Covid con delle lenti diverse. Perché il Covid – ripeto – tocca tutti gli ambiti, non solo il campo biomedico: tocca le famiglie, l’agricoltura, le imprese, gli operai, la natura e la cultura”. L'intervista su Huffington Post ad Ilaria Capua da parte di Giulia Belardelli.

Il futuro si dipinge di rosa, Capua e Gianotti sul podio

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Stati Uniti, per la Casa Bianca non c'è da preoccuparsi!

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Firmando il pacchetto da 8,3 miliardi approvato dal Congresso per contrastare l’epidemia, Trump ha provato ad applicare la sua formula magica anche agli stravolgimenti causati dal coronavirus. “Molte persone – ha detto - spenderanno soldi e viaggeranno all’interno degli Stati Uniti” invece che andare all’estero, “e a me questo piace”. Nei giorni scorsi il presidente ha invitato tutti gli americani “alla calma: tutto funzionerà bene, speriamo che non duri troppo a lungo”. A metà febbraio aveva lanciato la sua previsione: “Il virus sparirà ad aprile, il caldo generalmente uccide questo tipo di virus”. Peccato che in questo caso il nemico sia invisibile e per molti versi ancora sconosciuto, e abbia già ampiamente raggiunto il Nuovo Mondo. Il commento di Giulia Belardelli su Huffington Post

Coronavirus in Usa, Trump sta sottovalutando i rischi

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Il miracolo di Istanbul, una sconfitta per Erdogan

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“Istanbul non è solo la nostra città più grande, è il nostro marchio più importante. È uno stupendo gioiello tra due mari. Può essere paragonata al Sole che illumina la Terra”. Bastano queste parole di Recep Tayyip Erdoğan a far comprendere quanto, per il presidente turco, la sconfitta subita dal suo partito lo scorso anno a Istanbul bruci come una ferita infetta. Quella sconfitta – insieme a quella di Ankara – ha messo a nudo il processo di ossidazione a cui è sottoposto “l’Oro della Turchia”, l’insieme di progetti faraonici che hanno fatto di Erdoğan l’architetto della nuova Turchia. Una Turchia che ora, sull’onda della tempesta finanziaria del 2018, si trova in una fase incerta e affascinante: divisa tra la pervasività del potere del “sultano di Ankara” e le crepe sempre più visibili del suo impero. Il commento di Giulia Belardelli su Huffington Post.

La corsa folle di Erdogan

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