A rischio la rielezione di Donald, c'è accusa di frode il fiscale

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Scoop del New York Times che, secondo alcuni, potrebbe costargli la rielezione. "Donald Trump ha pagato solo 750 dollari di tasse federali sul reddito nel 2016 e altri 750 nel 2017. Non ha pagato alcuna imposta sul reddito in 10 dei 15 anni precedenti, in gran parte perché ha denunciato di aver perso molto più denaro di quello che ha guadagnato". Il che farebbe di lui, tecnicamente parlando, un elusore incallito. Non solo: in questa narrazione, l'immagine del magnate vincente cede il posto a quella di un giocatore d'azzardo pieno di debiti.(...) Trump è furioso e i democratici sono in subbuglio. Negli Stati Uniti le irregolarità e i trucchetti con il fisco possono rivelarsi molto rischiosi per chi li commette. Almeno fino a qualche tempo fa, la correttezza fiscale era uno dei valori fondamentali della cultura americana. Accanto allo stigma sociale verso chi non paga le tasse, è la singolare storia da sceriffo dell'Internal Revenue Service, l'agenzia governativa che da 158 anni si occupa della riscossione tributaria negli Usa, a parlare da sé. Basti pensare che persino la carriera di Al Capone, il gangster più famoso di tutti i tempi, crollò per reati fiscali: perseguirlo per le sue decine di omicidi era impossibile, così le autorità presero la via del fisco per incastrarlo.Il commento di Giulia Belardelli su Huffington Post.

Trump un evasore fiscale? Negli Stati Uniti lo sapevano tutti!

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Presidenziali Usa, Trump si allontana dalla Casa Bianca

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Usa, con 39 milioni di nuovi disoccupati, il 78% degli intervistati è pessimista sulle sorti dell’economia Usa. Per quanto riguarda la pandemia la maggioranza, con un vantaggio di 9 punti, pensa che Biden potrebbe difendere meglio gli americani dal Covid 19 che ha fatto quasi 100mila vittime negli Usa. E una maggioranza quasi doppia, più 17 punti, si fida di più del democratico per l’assistenza sanitaria. Infine, la Cina, che sta diventando sempre più l’argomento centrale della campagna di Trump, con le accuse a Pechino di non essere stata tempestiva e trasparente nel dare l’allarme sul coronavirus. Anche su questo fronte, la maggioranza, con 6 punti di vantaggio, sembra fidarsi più di Biden nella futura gestione con la Cina, nonostante Trump continui a puntare il dito contro la sua presunta debolezza. Il commento di Giulia Belardelli su Huffington Post.

Trump cala nei sondaggi e se la prende con i media

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Le case farmauceutiche ostaggio di Trump?

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Scrive il Financial Times: il “nazionalismo”, applicato ai vaccini, rischia di rallentare la lotta al coronavirus. Lo abbiamo già visto con l’influenza suina del 2009, quando i Paesi più ricchi del mondo quasi si azzuffarono per firmare accordi con le case farmaceutiche, lasciando le nazioni più povere in coda alla lista. L’Australia arrivò a impedire a un’azienda farmaceutica locale di esportare dosi negli Usa fino a quando tutta la popolazione australiana non fosse immunizzata, mentre l’amministrazione Obama diede la priorità alla distribuzione nazionale, in deroga alla propria promessa di donare vaccini ai Paesi più in difficoltà. Il commento di Giulia Belardelli su Huffington Post.

Il vaccino contro il Coronavirus nelle mani di Trump? Un problema per l'Europa

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