Europa, gli appuntamenti elettorali sono da brivido

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Le elezioni presidenziali francesi possono offrire molte lezioni importanti anche per l’Italia. Prima lezione: non bisogna identificare il populismo con Marine Le Pen. Certamente, la candidata del Front National usa argomenti che sono anche populisti, ma il suo consenso elettorale dipende da due elementi. Da un lato, Marine Le Pen rappresenta l’estrema destra francese che ha una lunga, qualche volta brutta, storia di nazionalismo, di sovranismo, anche se non si chiamava così, di anti-semitismo. Dall’altro, sfrutta, proprio grazie all’esaltazione dello sciovinismo (Chauvin era francese) sovranista, tutte le pulsioni contro l’Unione Europea. Più che fare appeIlo al popolo, chiama a riscossa la nazione. L'editoriale di Gianfranco Pasquino sul Messaggero Veneto

Dalla Francia rischi seri per questa Unione Europea

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Le scadenze elettorali che imbrigliano l'Europa

L’anno prossimo si festeggeranno i sessant’anni del Trattato di Roma, avvio formale della costruzione europea, ma il rischio è di arrivarci in un brutto momento, mentre forte soffia il vento populista e più debole è l’Unione. La Gran Bretegna se n’è andata; in Francia si voterà in primavera per il presidente della Repubblica e poi per il Parlamento mentre sembra. inarrestabile la marcia di Marine Le Pen il cui Front National è cresciuto sotto le bandiere che vedono nell’Europa, con la sua moneta unica, la madre di tutti i mali; a fine estate la Germania eleggerà il cancelliere, ma Angela Merkel non è più quella del 2013. L'editoriale di Bruno Manfellotto sul Messaggero Veneto.

Renzi: "Voglio fa' l'Amerikano!"

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Francia, battuta di arresto per le due Le Pen

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Chi pensa che se prevalesse la disgregazione dell’Unione ci troveremmo a buttar via non solo l’acqua sporca (il tanto che non va) ma anche il bambino (i benefici) dovrebbe capire che se non si cambia subito registro è finita . È da almeno un decennio (dal referendum francese del 2005 sulla cosiddetta «Costituzione europea») che si è aperta la crisi dell’europeismo tradizionale, ma i suoi adepti sono stati per lo più incapaci di rinnovarsi. Non si sono accorti di un’opinione pubblica che stava ritirando la delega, il mandato in bianco che per tanti decenni aveva concesso alle élites impegnate nella costruzione europea. Il linguaggio spoliticizzato, pseudo-tecnico, dell’europeismo tradizionale non è più vendibile nel momento in cui l’Europa si politicizza, diventa un tema di confronto e divisione negli elettorati. Considerate quanto scarso appeal abbiano per l’opinione pubblica gli argomenti di solito proposti a favore dell’integrazione politica.  L'editoriale di Angelo Panebianco sul Corriere della Sera.

Front National sconfitto, l'Europa non si illuda

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