Flat tax e condoni, le illusioni di Palazzo Chigi

Parecchie delle risposte che la Lega non sa dare alle esigenze del nord erano paradossalmente arrivate con le politiche economiche dei tanto criticati governi a guida Pd. Al contrario, in quattordici mesi di governo condiviso con il M5s la Lega ha assistito passivamente all’azzeramento della crescita del pil, degli investimenti e dell’occupazione anche nel nord Italia. E ha visto aumentare, anziché ridursi, la pressione fiscale. (...) Con le politiche economiche – per ora molto confuse – della Lega, con una ipotetica disastrosa minaccia di uscire dall'euro e anche soltanto con la continua pretesa velleitaria di piegare la Unione europea e l'Eurozona ad un sovranismo casereccio si alimentano invece le incertezze che scoraggiano le imprese e gli investimenti, nel nord e in tutta Italia.Il comento del prof. Marco Fortis su Il Foglio.

Le bugie che condannano la Lega di Salvini

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Da Palazzo Chigi solo bufale, le tasse non scenderanno

Una prima domanda a cui la gente deve dare una risposta è: nel 2020 le tasse scenderanno? Da un lato, il vice-premier Matteo Salvini ha spiegato alle parti sociali riunite al Viminale che il prossimo anno le tasse saranno più basse. Ma non è scritto così nei documenti ufficiali, l’ultimo dei quali è il Def 2019 di aprile che – nella sua Sezione I, Programma di stabilità dell’Italia, tabella III.1, pagina 44 – per il 2020 indica un aumento delle entrate dal 46,5 al 47,1 del Pil. Quindi l’uomo forte del governo dice che le tasse scenderanno, ma i documenti ufficiali del governo di cui è vicepresidente del Consiglio affermano che saliranno. Perciò, alla domanda “nel 2020 le tasse scenderanno?”, la risposta della gente comune (e anche delle élite, veramente) è quella che danno i bambini delle scuole elementari quando la maestra fa loro una domanda difficile. La risposta è “boh”. Il commento del prof. Francesco Daveri sul sito La Voce

Di Maio e Salvini sulla scia di Andreotti, il potere logora chi non ce l'ha

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Macron si prende l'Europa (e l'Italia sta a guardare)

  • Pubblicato in Esteri

La posizione assunta dall’Italia per quel che concerne le proposte per i vertici della nuova Commissione Europea, accodatasi al gruppo di Visegrad, rischia di essere suicida. Siamo uno dei Paesi fondatori, abbiamo il più alto interscambio con Francia e Germania, e sembra che ce ne siamo dimenticati. Non solo rischiamo di ottenere gli strapuntini nei posti chiave del governo europeo, (anche se, alla fine, il gioco dei compromessi e il peso specifico ci regaleranno qualche poltrona, vedi elezione di David Sassoli), soprattutto perchè abbiamo un disperato bisogno di ottenere sostegno su questioni cruciali come l’immigrazione e il debito pubblico. Ed è folle attenderci favori da Budapest o da Varsavia. Il commento di Massimo Nava sul sito Linkiesta. 

Nuova Ue, l'Italia sovranista con le ossa rotte, vince l'odiato Macron

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