Cambiare passo, l'Ue deve rivedere Maastricht

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Secondo Emmanuel Macron la politica economica dell’Unione dovrebbe cambiare verso e immaginare un massiccio programma sovrannazionale di investimenti nelle nuove tecnologie, intelligenza artificiale e 5G, per colmare il gap con Stati Uniti e Cina e preparare in questo modo il futuro degli europei di domani. Il commento, molto puntuale, di Giuseppe Corsentino su Huffington Post.

Maastricht addio? Lo chiede la Francia di Macron

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Ursula vuole Gentiloni all'Economia

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Archiviata la stagione dei sovranisti contro l’establishment, l’Unione europea riscopre il conflitto di sempre: falchi contro colombe. Ovvero Stati del centro nord più rigoristi contro Paesi del sud più spendaccioni. La Lega è fuori dal governo, l’Italia è uscita dall’isolamento ed è stata accolta nel tavolo dei Paesi che contano, ma i problemi sono quelli di sempre. Il debito pubblico al 132% del Pil non è sparito e bisogna ancora rispettare i vincoli del Fiscal compact che ci impongono di ridurre il debito di un ventesimo all’anno. Il comento di Andrea Fioravanti su Linkiesta.

Bruxelles, Gentiloni verso gli Affari Economici (Paesi del Nord permettendo)

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Euroscettici allo sbando, da Londra a Roma

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Non è dato sapere se Jeremy Corbyn segua la politica italiana o abbia chiesto consigli a Matteo Renzi. L’ultima mossa sembra un copia/incolla dettato da un imperativo assoluto: fermare Boris Johnson, dare un colpo di freno alla Brexit, impedire il «no deal» di fine ottobre, che avrebbe effetti rovinosi sull’economia del Paese e devastanti sulla coesione del non più tanto unito Regno Unito. Il leader laburista propone un’alleanza di tutti contro Boris, che gli permetterebbe di diventare "temporaneamente" primo ministro. In sostanza, un « governo di scopo » (copyright Matteo Renzi?) che esorcizzi la deriva populista, che possa rinegoziare con Bruxelles le condizioni di uscita, che prenda tempo prima della discesa irreversibile nel precipizio e portare il Paese a un nuovo referendum, anche se Corbyn resta prudente, consapevole che una parte del suo elettorato ha votato per l’uscita dall’Europa. Il commento di Massimo Nava su Linkiesta.

Brexit con Johnson, Italexit con Salvini?

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