Per la prima volta l'Europa batte un colpo. E che colpo!

Il programma della Commissione europea è stato definito, sia pure in via di sintesi, un "evento storico" in quanto per la prima volta si prefigurano interventi di spesa pubblica europea finanziati con l'emissione di obbligazioni europee. Ci vorrà del tempo per valutare tutti gli aspetti della innovazione che si innesta nella continuità e per questo oggi è meglio fermarsi su alcuni punti politicamente più qualificanti e calati in filiere programmatiche consolidate e nuove nella territorialità dei singoli Stati. (...) L’accordo tra Marcon e Merkel ha dimostrato la piena consapevolezza che il XXI secolo, iniziato con due crisi - quella finanziaria prima, quella pandemica del Covid poi - richiedeva l’urgenza per la Unione Europea di ritrovare o rifondare una nuova solidarietà innovativa. Questo impulso si è innestato sul programma di mandato che la presidente della Commissione Europea von der Leyen aveva presentato nell’assumere il proprio ruolo, così dimostrando la differenza che per me sussiste tra “innovazione nella condivisone” e “improvvisazione nella divisione”. Perché mentre la prima caratteristica connota di Dna europeo, talvolta con lunghi periodi di rallentamento, la seconda è un’aspettativa sbagliata di chi scambia l’Europa per un’arena di scontri nella quale bisogna “battere i pugni sul tavolo” per ottenere risultati. Il commento di Alberto Quadrio Curzio su Hington Post.

L'Unione Europea si e' data una mossa, adesso tocca all'Italia

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L'Europa nell'angolo, Germania e Francia reagiscono

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Al di là del caso italiano, in tutta Europa si è consolidata l’impressione di una sostanziale disunione, rafforzata dal balletto delle dichiarazioni che hanno accompagnato le trattative sul piano per la ripresa. Ora diversi indizi lasciano pensare che, al contrario di quanto è accaduto in passato, le istituzioni europee stiano mettendo a punto una risposta adeguata alla crisi che ha investito il nostro continente. Le iniziative assunte nel corso delle ultime settimane dal Consiglio, dalla Commissione e dalla Banca Centrale Europea sono senza precedenti, sia in termini di rapidità che di dimensione. L’intesa raggiunta da Germania e Francia apre la strada a ulteriori, positivi, sviluppi. Il commento di Giuliano Da Empoli su Linkiesta.

La disunione europea

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In salita il Recovery Fund, Paesi del Nord contrari

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La proposta franco-tedesca (500 miliardi di euro a fondo perduto, ndr) ha subito incontrato un secco No dei Paesi del fronte del Nord. “Ho appena avuto un buono scambio con i primi ministri di Danimarca, Paesi Bassi e Svezia sull’attesa proposta della Commissione Ue sul Recovery Fund. La nostra proposta rimane invariata”, ha fatto sapere il cancelliere austriaco Sebastian Kurz. In altre parole, “siamo pronti ad aiutare i Paesi più colpiti con prestiti”. Traduzione: niente da fare per le sovvenzioni, il Nord può al massimo concedere solo crediti da rimborsare. Il commento di Claudio Paudice su Huffington Post.

Il piano franco-tedesco di 500 miliardi di euro non decolla

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