L'Unione Europea ha capito che deve cambiare registro

L’Europa ha saputo reagire a una sfida drammatica, ma il momento in cui dovrà decidere se diventare politicamente più integrata - con chi ci sta - o continuare sulla via di una razionalizzazione di mercato controllata dai governi, non è eludibile all’infinito. La Conferenza sul futuro dell’Europa voluta da Macron è come un fiume carsico, che appare e scompare, ma è il luogo giusto dove cominciare a farlo. La crisi ha dimostrato quanto la dimensione comunitaria sia fondamentale per l’Italia, aldilà delle ubbie sovraniste; chiedere a un governo diviso su tutto di farsi parte attiva di una riflessione che ci tocca direttamente sarebbe troppo, ma ascoltare seriamente dovrebbe essere possibile. Il commento dell'ambasciatore Antonio Armellini su Huffington Post.

"Ragazzi rinchiusi nel Palazzo serve, eccome!"

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Per la prima volta l'Europa batte un colpo. E che colpo!

Il programma della Commissione europea è stato definito, sia pure in via di sintesi, un "evento storico" in quanto per la prima volta si prefigurano interventi di spesa pubblica europea finanziati con l'emissione di obbligazioni europee. Ci vorrà del tempo per valutare tutti gli aspetti della innovazione che si innesta nella continuità e per questo oggi è meglio fermarsi su alcuni punti politicamente più qualificanti e calati in filiere programmatiche consolidate e nuove nella territorialità dei singoli Stati. (...) L’accordo tra Marcon e Merkel ha dimostrato la piena consapevolezza che il XXI secolo, iniziato con due crisi - quella finanziaria prima, quella pandemica del Covid poi - richiedeva l’urgenza per la Unione Europea di ritrovare o rifondare una nuova solidarietà innovativa. Questo impulso si è innestato sul programma di mandato che la presidente della Commissione Europea von der Leyen aveva presentato nell’assumere il proprio ruolo, così dimostrando la differenza che per me sussiste tra “innovazione nella condivisone” e “improvvisazione nella divisione”. Perché mentre la prima caratteristica connota di Dna europeo, talvolta con lunghi periodi di rallentamento, la seconda è un’aspettativa sbagliata di chi scambia l’Europa per un’arena di scontri nella quale bisogna “battere i pugni sul tavolo” per ottenere risultati. Il commento di Alberto Quadrio Curzio su Hington Post.

L'Unione Europea si e' data una mossa, adesso tocca all'Italia

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L'Europa nell'angolo, Germania e Francia reagiscono

  • Pubblicato in Esteri

Al di là del caso italiano, in tutta Europa si è consolidata l’impressione di una sostanziale disunione, rafforzata dal balletto delle dichiarazioni che hanno accompagnato le trattative sul piano per la ripresa. Ora diversi indizi lasciano pensare che, al contrario di quanto è accaduto in passato, le istituzioni europee stiano mettendo a punto una risposta adeguata alla crisi che ha investito il nostro continente. Le iniziative assunte nel corso delle ultime settimane dal Consiglio, dalla Commissione e dalla Banca Centrale Europea sono senza precedenti, sia in termini di rapidità che di dimensione. L’intesa raggiunta da Germania e Francia apre la strada a ulteriori, positivi, sviluppi. Il commento di Giuliano Da Empoli su Linkiesta.

La disunione europea

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