Non sarà Brexit, ma l'Europa trema

L’Unione Europea ha riprodotto e amplificato al parossismo un certo modello di fondazione delle democrazie nazionali europee. Con l’aggravante che almeno quelle democrazie corrispondevano bene o male a soggetti politici stabiliti e consolidati da tempo, laddove l’Unione, invece, era (è) un soggetto politico da costruire ex novo. Cosa, come si è visto, non proprio così facile se uno deve farlo con l’euro e il «fiscal compact», con ventotto lingue e altrettanti elettorati, e come cultura condivisa solo con il «politicamente corretto» di un insieme di ambiziose velleità universalistiche. Non a caso è soprattutto la questione migratoria quella sulla quale, dopo aver messo alle corde gli establishment politici di mezzo continente, minaccia di naufragare il progetto europeo, e quella su cui si gioca il destino della Brexit. L'editoriale di Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere della Sera.

Brexit o non Brexit, l'Ue ha un comunque problema

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I timori, fondati, dell'Europa per il referendum di Londra

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Qualunque sarà l’esito del referendum, l’Unione non sarà più la stessa. Nella convinzione, incontestabile, che l’Europa sia più forte con la Gran Bretagna dentro piuttosto che fuori, si è scelto di indebolire l’Unione pur di tenere dentro Londra: questo il paradosso sancito nel contratto “post-matrimoniale” siglato il 23 febbraio scorso tra Londra e i partner Ue. Però l’accordo sarà valido solo se gli inglesi decideranno di restare. L'editoriale di Adriana Cerretelii su Il Sole 24 Ore.

Brexit sì, Brexit no, l'Ue si contorce su se stessa

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La City non sopporta i lacciuoli di Bruxelles

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Da qui al 23 giugno la partita si giocherà sulle percezioni, prima che sui fatti, e l’incertezza è reale. I bookmakers, che in Gran Bretagna spesso ci colgono più dei sondaggi, continuano a dare la brexit perdente e c’è da sperare. Resta il fatto che, nel giro di due anni, David Cameron ha messo due volte a repentaglio il suo governo, con referendum che si potevano, se non evitare, gestire meglio; prima sulla Scozia e ora sull’Europa. Comunque vadano le cose, il suo futuro politico appare tutt’altro che brillante. L'editoriale di Antonio Armellini sul Corriere della Sera.

Brexit, i rischi di Cameron

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