Quest'Europa è imballata e non si tira fuori dai guai

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La pantomima su Brexit inscenata da David Cameron è stata esemplare. Negli ultimi anni la City ha esportato nel resto d’Europa la finanza ombra, la marea dei derivati, le bolle immobiliari e l’idea che i dividendi siano l’unica funzione sociale dell’impresa. Ora Londra chiede uno status speciale che la esima dai controlli ma le consenta di interferire nelle decisioni altrui. Il risultato del vertice è stato la rituale drammaturgia di riunioni notturne e minacce di rottura, fino a produrre un testo ambiguo il cui senso è candidamente rivelato da Angela Merkel: «Permettere a David di superare il referendum». L'editoriale di Carlo Bastasin su Il Sole 24 Ore.

L'Europa politica non fa passi in avanti ma indietro

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Ue, no a Brexit, sì a concessioni a Londra

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La testimonianza di un cittadino britannico sul tema Brexit o non Brexit: "Quando siamo entrati nell'allora Comunità Economica Europea nel 1973 (e mi ricordo benissimo l'evento, l'ho seguito con tutta la curiosità di un ragazzo appena maggiorenne), gli accordi erano proprio quelli: economici e logistici. Nessuno ha mai votato nel referendum del 1975 né per l'unione politica, né per la moneta unica, né per la subordinazione delle leggi britanniche a quelle emanate dalla capitale belga". Le considerazioni di William Ward a giustificazione dell'atteggiamento di David Cameron ce pretende ulteriori concessioni dalla Ue perché il referendum sulla fuoriuscita della Gran Bretagna dall'Unione abbia esito negativo su il Giornale.

Londra non vuole l'unione politica

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L'Unione Europea appare sempre più fragile

Londra chiede la ristrutturazione dei suoi rapporti con l'Unione ma, facendolo, pretende di mettere a repentaglio l'integrità di alcune conquiste europee, come il mercato finanziario unico, l'unione bancaria, la libera circolazione dei cittadini-lavoratori, la sovranità decisionale dell'area euro rispetto a quella dei Paesi che hanno scelto di starne fuori. Non solo: le concessioni che alla fine otterrà varranno erga omnes, in breve potrebbero diventare il principio di una lunga catena di rivendicazioni nazionali sparse, come dire l'inizio del graduale smantellamento della costruzione europea. L''analisi di Adriana Cerretelli su Il Sole 24 Ore.

Non si riesce a porre fine alla crisi dell'Europa

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