Allarme a Palazzo Chigi, voltagabbana in azione

«Questa Donatella Conzatti, già passata con Renzi, era stata eletta coi voti del centrodestra e della Lega e ora si sveglia renziana. A me queste persone mi fanno schifo. Bisogna intervenire sul vincolo di mandato quando avremo i numeri. Non voglio le gabbie, ma quando passi da un lato all’altro…». Il secondo: «Dobbiamo metter fine al mercato delle vacche sia dei parlamentari che passano nei gruppi sia dei gruppi che li fanno entrare. Credo sia giunto il momento di introdurre in Italia il vincolo di mandato. Come e con quale formula costituzionale vedremo, ma è arrivato il momento di dire che, se vieni eletto con una forza politica e poi passi in un’altra forza politica, te ne vai a casa» Le considerazioni di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera.

Di Maio ed il vincolo di mandato dei parlamentari

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Socialdemocrazia, addio! L'Austria a Kurz

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Ora l’Austria è inquinata da un malessere simile a quello che si diffonde, come un’epidemia, in tanti Paesi del nostro mondo, rischiando di rendere quest’ultimo non più il nostro mondo. I vincitori di oggi non sono dei protagonisti; sono un fenomeno, una febbre, un rigurgito del peggior passato nutrito dei mali più drammatici del presente. Sono un nostro specchio, in cui la nostra faccia non è molto gradevole. Non una pagliuzza, ma una trave nell’occhio dell’Europa. Finis Austriae? Come disse il cancelliere Schuschnigg, abbandonando il Paese dopo l’Anschluss, «Dio protegga l’Austria». Non solo l’Austria. L'editoriale di Claudio Magris sul Corriere della Sera.

La destra vincente, dopo la Germania, è il turno dell'Austria

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Il mondo è in fiamme

  • Pubblicato in Esteri

 Il caos nel mondo è molto complesso. Lo scontro tra e civiltà è innegabile. Lo aveva capito genialmente Giovanni Paolo II, che si oppose alla guerra contro l’Iraq non per ingenuo pacifismo né per bontà d’animo (la guerra in Jugoslavia non sembra averlo troppo turbato) né certo per simpatia verso feroci tiranni come Saddam Hussein, ma per una straordinaria visione storico-epocale, per la consapevolezza che il conflitto con il mondo islamico sarebbe stato foriero di ulteriori conflitti e squilibri sanguinosi e che la caduta di abietti regimi tirannici non avrebbe creato democrazie, ma altri totalitarismi, forse più pericolosi perché atomizzati e incontrollabili. Le considerazioni del prof. Claudio Magris sul Corriere della Sera.

Siamo nella quarta guerra mondiale

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