Coronavirus, il mistero cinese

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La Commissione nazionale cinese cinese ha diffuso il 31 marzo un comunicato ufficiale, subito ripreso dalla stampa asiatica, annunciando che inizierà a includere i casi asintomatici nelle sue statistiche di Covid-19, «per far fronte alle preoccupazioni» – e alle montanti proteste – del popolo cinese. Dati ufficiali secretati e pubblicati dalla stampa di Hong Kong hanno suggerito che considerando anche i portatori asintomatici i numeri dei casi in Cina potrebbero lievitare. E adesso in molti cominciano a chiedersi: quando la verità anche sul numero dei morti?

Cina, le bugie del governo di Xi

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Aiuti all'Italia, la Nato prima di Russia e Cina

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Il 25 marzo l’Eliseo ha fatto trapelare un commento abbastanza eloquente del presidente Emmanuel Macron:«La Francia ha donato un milione di mascherine all’Italia, quanto la Cina. Basta dare cazzotti all’Europa», e la Commissione europea ha pubblicato sui suoi account social delle card per confrontare gli aiuti inviati all’Italia dagli altri Stati membri con quelli inviati da Pechino. I commento di Francesco Maselli su Linkiesta.

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Cina, migliaia i morti, più di quelli dichiarati da Pechino

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Lunghissime file si snodavano di fronte ai siti funerari, le foto e i video dei camion su cui venivano trasportate migliaia di urne hanno cominciato a circolare sui social media cinesi, rilanciate dal sito di Bloomberg e dal principale quotidiano in lingua inglese di Singapore, lo Straits Times. (...) Il sito cinese Caixin è stato il primo a pubblicare le immagini delle lunghe code all'esterno delle agenzie. Sia mercoledì che giovedì i camion avrebbero spedito circa 2.500 urne, mentre un'altra immagine pubblicata sempre da Caixin mostra altre 3.500 urne accatastate all'interno, anche se finora non si è potuto verificare se fossero piene. Gli addetti di sei delle otto imprese funebri di Wuhan interpellati dal sito hanno affermato di non avere dati su quante urne fossero in attesa di venire raccolte o di non essere autorizzati a rivelare i numeri. Le altre due imprese non hanno risposto alle chiamate. Malgrado le strettissime maglie della censura cinese, le foto però hanno cominciato comunque a circolare sui social, sotto la spinta emotiva delle informazioni – arrivate anche in Cina – circa l'enorme aumento dei casi e dei decessi in tutto l'Occidente, da Milano a Madrid fino a New York. Il commento di Marco Lupis su Lettera 43.

La Cina non la sta raccontando giusta, angoscia a Wuhan

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