Se lo spread risale, note dolenti per il governo giallo-verde

Da qualche settimana, dopo le dichiarazioni di Mario Draghi sulla politica monetaria europea nel prossimo futuro, la designazione di Christine Lagarde alla sua successione, la sventata procedura d’infrazione per debito eccessivo, il mercato dei titoli di stato italiani vive una fase particolarmente positiva, con lo spread Btp-Bund tornato in area 200 punti base. A causa del concomitante abbassamento generalizzato dei tassi, ciò si riflette in una significativa riduzione del costo del finanziamento. Ne è una lampante riprova l’esito della riapertura sindacata del Btp a 50 anni, nella quale il Tesoro, con un tempismo perfetto, ha emesso 3 miliardi a un rendimento del 2,877 per cento, quasi identico al 2,85 per cento conseguito al lancio di questo titolo nei primi giorni di ottobre del 2016, cioè in uno dei momenti di maggiore domanda per i titoli di stato italiani degli ultimi anni. L'interessante commento di Maria Cannata sul sito La Voce di Tito Boeri.

Perché il numerino dello spread è molto importante

Leggi tutto...

Macron si prende l'Europa (e l'Italia sta a guardare)

  • Pubblicato in Esteri

La posizione assunta dall’Italia per quel che concerne le proposte per i vertici della nuova Commissione Europea, accodatasi al gruppo di Visegrad, rischia di essere suicida. Siamo uno dei Paesi fondatori, abbiamo il più alto interscambio con Francia e Germania, e sembra che ce ne siamo dimenticati. Non solo rischiamo di ottenere gli strapuntini nei posti chiave del governo europeo, (anche se, alla fine, il gioco dei compromessi e il peso specifico ci regaleranno qualche poltrona, vedi elezione di David Sassoli), soprattutto perchè abbiamo un disperato bisogno di ottenere sostegno su questioni cruciali come l’immigrazione e il debito pubblico. Ed è folle attenderci favori da Budapest o da Varsavia. Il commento di Massimo Nava sul sito Linkiesta. 

Nuova Ue, l'Italia sovranista con le ossa rotte, vince l'odiato Macron

Leggi tutto...

Preoccupa il rallentamento dell'economia mondiale

 Il Pil delle economie avanzate potrebbe crescere di 5 punti percentuali addizionali se gli investimenti in ricerca e sviluppo del settore privato aumentassero del 40% grazie all’aiuto di incentivi fiscali. In assenza di iniziative incisive, l’alternativa è rassegnarsi a un quadro di crescita fiacca che espone, tuttavia, l’economia mondiale a una molteplicità di rischi depotenziando la capacità di reazione dei policymakers a shock avversi. L'editoriale di Domenico Lombardi sul Il Sole 24 Ore.

L'Italia non riparte, lo afferma il Fmi

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS