I siluri (via spread) pronti ad arrivare sull’Italia

C’è una variabile da tenere in conto: le banche francesi, molto attive e molto interessate al mercato del credito del nostro Paese, hanno in pancia circa 285 miliardi di titoli di Stato italiani. Cosa accadrebbe se, seguendo l’esempio stesso di alcune nostre compagnie assicurative, dovessero casualmente decidere di scaricarne anche solo il 3-5% sul mercato, di colpo? Un effetto 2011. Al cubo, però. Perfetto per mandare fuori controllo il nostro spread e tramutarci automaticamente da percettore privilegiato di fondi Ue e grande malato d’Europa, quindi destinato alla terapia intensiva del commissariamento. Il commento di Mauro Bottarelli su il Sussidiario.

I pericoli con l'avvento del Conte 2 per l'Italia non sono stati sventati

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La Bce sbugiarda il premier Conte

La vantata potenza di fuoco che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva annunciato di voler scatenare contro la crisi economica legata alla pandemia di coronavirus si è per ora dimostrata esistente solo nei bulimici annunci dell’inquilino di Palazzo Chigi. Già ad aprile, poco dopo l’approvazione del Decreto Liquidità sui prestiti alle imprese la Banca d’Italia aveva  espresso le sue più profonde perplessità sulla misura per bocca di Paolo Angelini, capo del dipartimento vigilanza bancaria e finanziaria, secondo il quale la leva finanziaria messa in campo non era sufficiente a raggiungere i 400 miliardi di euro di garanzie promessi da Conte ma, al massimo, una cifra di poco più di 25 miliardi di euro. Il commento di Andrea Muratore su il Giornale.

Conte, i conti non tornano e l'economia langue

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Una speranza (per l'Italia) in Angela, Christine e Ursula

  • Pubblicato in Esteri

Angela Merkel ha trovato una spalla nelle altre due signore che guidano le istituzioni europee”, cioè la presidente della Commissione Ursula von der Leyen (“non dimentichiamo è una discepola, una creatura della cancelliera”) e la presidente della Banca centrale Christine Lagarde (“che ha guidato, con qualche incertezza iniziale, la Bce ad assumere decisioni molto coraggiose sull’acquisto di titoli, fondamentali soprattutto nella primissima fase della crisi pandemica”). L'intervista all'ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci presidente dello Iai (Istituto affari internazionali) su Formiche.

Per fortuna che a Bruxelles c'è mamma Merkel!

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