Checks and balances discusse nel nostro Paese

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Ma non in Occidente e l'Italia vuole avvicinarsi alla Russia putiniana. Almeno Matteo Salvini così si augura (ndr). Vladimir Putin sostiene che i principi liberali che finora hanno retto l’occidente oggi sono contrari all’interesse dei cittadini. Fra questi Putin include la democrazia rappresentativa e il liberismo economico. Il rapporto fra leader e popolo, nella visione «populista» di Putin, deve essere diretto, senza l’intromissione di un parlamento, che invece è il cardine della democrazia rappresentativa. Questa infatti si fonda su un sistema di «checks and balances» che includono, oltre al parlamento, altre istituzioni indipendenti: fra queste la giustizia e, nel campo economico, banche centrali e autorità di regolamentazione dei mercati. Pesi e contrappesi talvolta rallentano l’azione del governo, ma evitano che leader non sottoposti ad alcun controllo diventino di fatto dittatori. L'editoriale di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi sul Corriere ella Sera.

Putin vuole stregare l'Italia salviniana

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Le difficoltà del Colle per fare il governo giallo-verde

Luigi Di Maio e Matteo Salvini desiderano in tutti i modi affermare il proprio carattere di rottura, la propria alterità. Proprio per questo non possono che essere contro il modello del governo «per mutuo consenso», o «a dissenso dolce» — chiamiamolo cosi — che ha dominato la scena italiana. Tanto meno riconoscersi nell’esigenza di una qualche necessaria continuità. L'editoriale del prof. Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere della Sera.

Fragilità della nostra Carta Costituzionale

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