Europeisti e sovranisti all'Ok Corral del 26 maggio

  • Pubblicato in Esteri

Il tedesco Manfred Weber, candidato dall'autunno alla presidenza della Commissione Ue, può contare sull'endorsement di Merkel e di tutta la Cdu, divisa ma ricompattata sulla Csu, non entusiasma né isocialdemocratici (Sdp) al governo nella Grande coalizione, né i liberali (Fdp) all'opposizione. Sono ovviamente contrari, sempre a destra, gli euroscettici e sovranisti di Alternative für Deutschland (AfD). E men che meno vogliono Weber i verdi tedeschi e, ovviamente, i sovranisti di Alternative fur Deutschland. Il commento di Barbara Ciolli sul sito Lettera43.

Bruxelles, la Germania punta alla presidenza della Commissione Europea

Leggi tutto...

La nuova via della seta allarma Ue ed Usa

  • Pubblicato in Esteri

L'Italia tra l'incudine ed il martello. Deve scegliere tra "sposare" Donald Trump, Xi Jinping o Jean Claude Juncker. Mentre la Germania e la Francia continuano a fare affari con i cinesi, nel silenzio dei magnifici tre, adesso che ci prova l'Italia, c'è immediatamente allarme rosso! Incredibile (ndr). L'occasione per firmare il memorandum d'intesa sul maxi piano commerciale e di infrastrutture del gigante asiatico sarebbe la visita del presidente cinese Xi Jinping in Italia, il 22 e il 23 marzo. O, un mese dopo, al Forum sulla Belt and road initiative («Una cintura, una strada» è il nome in mandarino del programma), tra il 25 e il 27 aprile. L'allarme tra i big occidentali è scattato con l'altolà degli Stati Uniti a un passo che può «danneggiare in modo significativo l'immagine internazionale del Paese». E proprio il 21 marzo, mentre Jinping sarà a Roma, a Bruxelles si riuniranno i capi di Stato e di governo dell'Unione europea (Ue) per discutere di una linea comune sugli investimenti con la Cina. Le considerazioni di Barbara Ciolli sul sito Lettera43.

La via della seta, un altro rebus da sciogliere per il governo gialloverde

Leggi tutto...

Erdogan sfida Trump ed il mondo intero

  • Pubblicato in Esteri

No categorico all'austerity e miliardi di lire turche in faraonici progetti. Le sanzioni degli Usa contro l'ex alleato della Turchia hanno scoperchiato un vaso di Pandora che, più presto che tardi, sarebbe traboccato. Può anzi salvare a Recep Tayyip Erdogan la faccia la sua virata verso l'asse dei non allineati di Iran e Russia: voltare le spalle all'Occidente significa, per l'autoproclamato sultano di Ankara, giustificare all'opinione pubblica l'implosione del sistema economico e finanziario nazionale come il risultato di un complotto americano. Ormai il presidente Erdogan parla come l'omologo venezuelano Nicolas Maduro, compagno di crac, e certo schierarsi con l'Iran allo scoccare del nuovo embargo Usa anche verso Teheran ha fatto da detonatore al precipitare degli eventi. Ma il problema di sostanza è che la lira turca è molto esposta agli attacchi dei mercati, dopo anni di enormi sperperi e di moniti continuamente ignorati. Barbara Ciolli sul sito linkiesta.it

La Turchia fa bau bau ed il mondo trema

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS