Terremoto in Turingia, travolta la delfina della Merkel

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In Turingia la Cdu locale ha deciso di sfidare il divieto tacito di alleanze con l’estrema destra aprendo all’AfD. Questa decisione è stata definita “imperdonabile” dalla Merkel, che nel frattempo era in visita in Sudafrica. La presidente della Cdu, Annegret Kramp-Karrenbauer (spesso chiamata con il solo acronimo AKK), è rimasta schiacciata, così, tra la sua incapacità di gestire con il giusto polso la vicenda e il peso politico, ancora enorme, della Merkel. Inevitabili, a quel punto, le dimissioni della Kramp-Karrenbauer, che avrebbe dovuto succedere alla Merkel non solo nel partito ma anche nella corsa futura al cancellierato (in Germania si voterà per le politiche nel 2021). Un terremoto politico imprevedibile che potrebbe, prima, travolgere il partito conservatore tedesco e, successivamente, destabilizzare l’Europa. Il commento di Vittorino Ferla su Linkiesta.

Dalle difficoltà della Merkel altri guai per la vecchia Europa

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Germania, ai verdi il cancellierato?

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"Ora noi siamo visti come la forza politica stabile della Germania", ci dice il co-presidente dei Verdi al Parlamento europeo Philippe Lamberts. Il caos totale nella Cdu, aperto dall'accordo con l'ultradestra xenofoba dell'Afd in Turingia (...) potrebbe instaurare un nuovo 'ordine' (o disordine) in Europa, finora a guida franco-tedesca. Ecco perché anche da Strasburgo, dove è riunita la plenaria del Parlamento europeo, molte attenzioni sono puntate verso la Germania, negli scambi tra parlamentari fuori dall'aula. La possibilità che alle elezioni dell'anno prossimo si imponga una Cancelliera dei Verdi non è più remota. Il nome è già scritto: Annalena Baerbock. Il commento di Angela Mauro su Linkiesta.

Germania, la Cdu in crisi

 

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Ue, Francia e Germania flirtano e l'Italia è fuori

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“Germania e Francia hanno una responsabilità speciale per l’Europa”. È con queste parole che il presidente del Bundestag tedesco Wolfgang Schauble ha aperto la prima storica seduta del parlamento franco tedesco: 50 deputati da Parigi e 50 da Berlino che si incontreranno due volte all’anno, come previsto dal Trattato di Aquisgrana, per promuovere e monitorare politiche di comune interesse, come la politica estera, la difesa e la sicurezza. L'editoriale di Francesco Cancellato su sito Linkiesta.

 

Sarà Angela Merkel l'erede di Juncker?

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