Merkel governa l'Europa facendo gli interessi di Berlino

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La cancelliera tedesca Angela Merkel è l’interlocutore che rappresenta l’Europa. Gli altri presunti protagonisti – dal mite François Hollande ai vari commissari europei, Federica Mogherini o Pierre Moscovici – sono solo comparse che servono a salvare la finzione di una politica estera che sia vagamente europea e non soltanto una proiezione di quella tedesca. Sui destini del governo Tsipras e il nuovo, ennesimo, piano di salvataggio Angela Merkel ha potere di veto: poco comprese dai più, anche le mosse di Mario Draghi, che con la Bce sottolinea la gravità della situazione di Atene, servono a mettere Berlino davanti alle proprie responsabilità. Un articolo di Stefano Feltri su il Fatto Quotidiano.

L'Europa ha chi la rappresenta, è Angela Merkel

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Est Europa, la vittoria di Vladimir

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Bruxelles ha perso: alle trattative Lady Pesc non c’era. Un perdente certo è Bruxelles, cioè l’Unione Europea, scavalcata bellamente dall’iniziativa della cancelliera tedesca Angela Merkel e dal presidente francese François Hollande, che dai giorni tragici degli attentati di Parigi, sembra essere politicamente rigenerato, tanto da aver cambiato decisamente registro in autorevolezza e dinamismo, portando la Francia di nuovo al centro della diplomazia internazionale. Altra sconfitta è Lady Pesc, Federica Mogherini – alto rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri e la politica di sicurezza: di fatto è stataspodestata del suo ruolo, spettatrice ai margini dei momenti più delicati e decisivi della crisi ucraina e “saltata” a piè pari dall’azione congiunta non solo di Parigi e Berlino, ma anche di Mosca e Kiev. Un articolo di Leonardo Coen su il Fatto Quotidiano.

Minsk, Unione Europea, la grande assente

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Minsk, per l'Ucraina spiragli di pace?

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La crisi ucraina non vede la parola stop. I russi non hanno accettato il principio di non ingerenza e neppure quello di sigillare il proprio confine con l'Ucraina sotto la supervisione internazionale. E gli ucraini, dal canto loro, non si sono smossi di un palmo nella direzione di concedere quell'ampia autonomia alle popolazioni russofone che sola può (forse, e sempre che Mosca abbandoni i suoi piani espansionisti) disinnescare la crisi. Un editoriale di Vittorio Emanuele Parsi su Il Sole 24 Ore.

Conflitto in Ucraina, tenuti segnali di tregua

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