Renzi, povero paggetto della Merkel

Diciamola tutta, non è il nostro capo di governo del momento a essere inadeguato. È l'Italia di sempre. Se mai, Berlusconi e Renzi hanno avuto il torto di non avere fatto quelle riforme del nostro sistema politico e economico che avrebbero conferito al nostro Paese la forza economica per crescere e la forza politica per imporsi. Senza crescita, l'Italia non ha mai avuto crescita economica autonoma e forza politica e, tanto meno, l'ha ora. Ovviamente, per avere crescita economica e forza politica, l'Italia non avrebbe dovuto, non dovrebbe, seguire le direttive europee, che sono fatte apposta per favorire la Germania e la Francia, ma provvedere alle riforme autonomamente, come cercano di fare ora i greci. Un editoriale di Piero Ostellino su il Giornale.

Ue, l'Italia di Renzi come quella di Berlusconi, conta zero

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Atene soffre, ma l'Ue non ride

  • Pubblicato in Esteri

L'Unione Europea non deve aiutare Atene perché prevalga un sentimento, quello del buonismo nei confronti di Alexey Tsipras. Non si tratta di buonismo – il mantra prêt-à-porter di ogni talk show – ma di buonsenso. Se l’austerità fine a se stessa ha prodotto in pochi anni in Europa 23 milioni di disoccupati in più rispetto a prima, è il pragmatismo a imporre di cambiare registro. È vero, la Grecia entrò in Europa truccando i suoi bilanci, e le autorità comunitarie lo sapevano benissimo. È vero, la Grecia è stata malgovernata per decenni, con una serie di scelte scriteriate che l’han fatta vivere al di sopra delle sue possibilità. Ed è vero quel che dice la Merkel (persona seria anche lei, pur con i suoi errori in politica estera, ma non interna: magari i tedeschi ce la prestassero per qualche anno): le formiche d’Europa non possono pagare le serenate della cicala. 'editoriale di Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano.

Errori non solo della Grecia (meno che mai di Tsipras)

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La guerra di Tsipras versus Fmi

In cambio di che cosa Tsipras si è visto offrire una nuova quota di aiuti da parte di un Fondo monetario internazionale di cui dimentica volentieri che, ancor prima di essere una pompa di finanze nello stile di Alfred Jarry e a sua unica disposizione, trattasi di un fondo preposto ad aiutare anche il Bangladesh, l'Ucraina e i Paesi africani travagliati dalla povertà, dalla guerra, e da un cambio penalizzante - e a garantire inoltre una ristrutturazione della restituzione dei prestiti contratti da questi Paesi prima del 2011, anche se, come tutti sanno, questi debiti non saranno in realtà mai rimborsati. Forse la signora Lagarde, lo spauracchio di Tsipras assieme alla signora Merkel si è dimostrata poco abile nella comunicazione. Un articolo di Bernard-Henry Levy.

Referendum, l'azzardo di Atene

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