Rutte minaccia lo stop al Recovery fund

  • Pubblicato in Esteri

Mark Rutte torna alla carica sul recovery fund. Ora il premier olandese, capofila dell’offensiva dei paesi frugali contro il ‘Next generation Eu’, minaccia di bloccare il piano anti-crisi nel Parlamento de L’Aja se non verrà migliorata la parte di condizionalità legata allo stato di diritto. Oggi, nella riunione degli ambasciatori dei 27 Stati membri, l’Olanda ha votato no sulla mediazione italo-tedesca sullo stato di diritto, esattamente come hanno fatto gli altri frugali (Finlandia, Danimarca, Austria) e anche Polonia e Ungheria. I primi la ritengono troppo blanda, i secondi troppo severa. Contrari anche Belgio e Lussemburgo. La proposta è passata a maggioranza qualificata, ma, avvertono fonti olandesi, se rimarrà tale, l’Olanda bloccherà l’erogazione dei fondi. Il commento di Angela Mauro su Huffington Post.

ll rischio di ritardare l’erogazione del recovery fund si fa sempre più concreto

Leggi tutto...

Sgambetto di Orban all'Unione Europea

  • Pubblicato in Esteri

Il premier ungherese Viktor Orban chiede che i nuovi fondi europei non siano legati a condizionalità severe sullo stato di diritto. Al Consiglio europeo di fine luglio, il premier ungherese, insieme al collega polacco Mateusz Morawiecki, aveva esultato per l’intesa raggiunta sul ‘Next generation Eu’, il pacchetto di aiuti per affrontare la crisi economica scatenata dal covid. Di fatto, è riuscito a ottenere condizionalità molto blande sullo stato di diritto. Ma ora deve vedersela con la maggioranza dei gruppi parlamentari dell’Eurocamera che chiede paletti più rigidi intorno all’erogazione di fondi europei per quei governi che non rispettano lo stato di diritto e che rappresentano ormai da tempo esempi di democrazia illiberale in Europa. Il commento di Angela Mauro su Huffington Post.

Orban si mette di traverso sul Recovery fund

Leggi tutto...

Von Der Leyen a Xi, i diritti non sono negoziabili

  • Pubblicato in Esteri

A sei anni dall’inizio ufficiale dei negoziati con Pechino, sembrerebbe che nemmeno quest’anno l’Ue riesca a firmare l’intesa sugli investimenti con la Cina. Finisce male il 22esimo summit Ue-Cina condotto oggi in videoconferenza dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. I colloqui con il premier Li Keqiang e lo scambio anche con il presidente Xi Jinping servono solo a certificare le distanze sui diritti umani, sulla scelta delle autorità cinesi di imporre la legge di sicurezza nazionale a Hong Kong, nonché sugli aiuti di Stato alle aziende cinesi che creano una concorrenza sleale nei confronti delle aziende europee in Cina ed Europa. Paradossalmente, l’unico tema sul quale da Bruxelles esprimono qualche debole speranza è la lotta ai cambiamenti climatici. Ma solo perché, dall’altra parte del globo, Donald Trump ha già deciso, da tempo, di ritirare gli Usa dagli accordi di Parigi. Pechino no, anche se non fa niente contro l’inquinamento che in Cina uccide 4mila persone al giorno. Il commento di Angela Mauro su Huffington Post.

L'Ue sceglie di riavvicinarsi agli Usa, aspettando Biden...

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS