Della serie ognuno si occupi degli affari suoi

Della serie ognuno si occupi degli affari suoi

A Minsk ci sono arresti a centinaia. Polizia incappucciata e senza mostrine che fa retate di donne in piazza, caricando settantenni sulle camionette e facendole più o meno sparire. A Istanbul, Ebru Timtik si lascia morire in carcere per protesta contro la repressione del dissenso e contro condanne esemplari pronunciate fuori da ogni regola di legge. Lungo l’immaginaria linea che collega le due capitali si dipanano nuove questioni di democrazia, libertà e diritti che in altri tempi la destra avrebbe interpretato e impugnato con vigore. C’è l’ultimo satrapo del post-comunismo da una parte e il titolare di un nuovo sogno imperiale ottomano dall’altra: nemici naturali, si direbbe, di ogni politica fondata sul rispetto dei popoli e sulla difesa geopolitica dell’Occidente e dell’Europa. Il commento di Flavia Perina su Linkiesta.

Invece si stenta. Si fatica. Ci si nasconde.

Un tempo le “cause dei popoli” univano e laceravano. E oggi?