Il cavo che scatena l'ira del sultano Erdogan

Il cavo che scatena l'ira del sultano Erdogan

I fondali del Mediterraneo orientale sono al centro di una disputa di straordinaria importanza. (..) Erdogan, il presidente turco ha deciso di uscire dal suo guscio terrestre per provare, con la realizzazione della dottrina del Mavi Vatan, la Patria Blu, a ricostruire una sua forza marittima e una sua proiezione in tutto il bacino del Mediterraneo allargato. Lo scontro con la Grecia e con Cipro ha mostrato a tutti la volontà di Ankara di imporre una propria agenda in quel settore di mare. E la nave per la ricerca Oruc Reis, scortata da alcuni mezzi della flotta militare turca, ha rappresentato la punta di lancia di una nuova campagna di rafforzamento delle pretese del Sultano. L'attenzione si è chiaramente concentrata sul gas e sui giacimenti tra Cipro e l'isola di Creta. Un tesoro custodito nelle acque del Mediterraneo orientale cui si aggiunge la volontà turca di rompere quelle linee di demarcazione di confini e di zone economiche che ad oggi, per Ankara, non hanno più senso. Motivazioni concrete cui però si aggiunge una che forse non è così chiara né così immediata, ma che può avere ripercussioni decisive per la geopolitica regionale. Una ragione che riguarda sì i fondali del Mediterraneo, ma non le sue risorse, bensì quello che ci passa appena sopra, appunto i cavi sottomarini. Il commento di Lorenzo Vita su il Giornale.

I cavi sottomarini nel Mediterraneo causano l'ira dei turchi di Erdogan