Contrasto all'immigrazione, Italia l'anello debole

Contrasto all'immigrazione, Italia l'anello debole

La Tunisia manda all’estero i criminali che butta fuori dalle proprie carceri: ieri l’altro un tunisino ha cercato di far deragliare un treno vicino a Parma, per fortuna l’hanno fermato i carabinieri. Si tratta del paese più rischioso per l’arrivo di terroristi, perché in proporzione è lo Stato da cui sono partiti più volontari per la jihad. (...) Abbiamo tantissimi modi per fare pressione su Tunisi. Noi sosteniamo la Tunisia, come la Libia, finanziando la loro guardia costiera. Potremmo chiedergli qualcosa in cambio, o bloccare le rimesse finanziarie dei loro immigrati. Ci sono 100mila tunisini che mandano soldi in Tunisia dall'Italia. Ma dovremmo anche minacciare il loro export. Tramite gli accordi di Cotonou, i paesi africani hanno libero accesso al mercato europeo con le loro merci. Questi accordi scadono nel 2020: perché l'Europa non li rinnova solo a chi si riprende i clandestini? Per farlo però servirebbe un'azione politica forte e continua, e a livello europeo. Cosa che al momento vedo difficile.Intervista di Lucio Valentini a Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa ed esperto di politica estera, su Il Sussidiario.

Immigrazione fuori controllo, Italia terra di nessuno