Ue, con Johnson al 10 di downing street altri guai

Ue, con Johnson al 10 di downing street altri guai

Gli ultimi tre anni della politica britannica sono già stati molto singolari, con una caduta vertiginosa del prestigio della più stabile e “nobile”, in politica, delle nazioni europee. Tre anni sono passati invano senza che la politica sia stata in grado né di eseguire il mandato referendario del giugno 2016 e uscire dalla Ue, né di dichiararlo apertamente una follia, cosa che peraltro un grosso numero dei deputati dei Comuni pensa insieme ormai a non meno della metà degli elettori, e in qualche modo andare oltre, probabilmente con un secondo referendum capace o di confermare il primo o di annullarlo. In linea di principio, il voto referendario del 2016 andrebbe rispettato e l’uscita dalla Ue eseguita. Ma come? Che uscita? Con che futuri rapporti con Bruxelles? Con che conseguenze economiche per il Paese? L’orgoglio nazionale vale forse il pesante prezzo? Il commento di Mario Margiocco su Lettera 43.

Tempesta in arrivo sui cieli dell'Europa, da Londra ultimo avvertimento