Ue, il gioco si fa duro per le nomine

Ue, il gioco si fa duro per le nomine

”Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo”. Anche il sommo Tolstoj funziona per raccontare l'Europa che ha appena votato. Perché alla fin fine, la storia è questa: quelli contenti dell'Europa (e quelli che dicono siamo contenti ma vogliamo cambiarla, beh, vedremo se faranno qualcosa) troveranno comunque un accordo. Popolari, socialisti e democratici, liberali... Mentre quelli scontenti dell'Europa non lo troveranno mai, perché sono scontenti in mille modi diversi. Orban e Fidesz senza somigliare ai polacchi del Pis che mai vorrebbero avere a che fare con i lepenisti francesi, mentre gli inglesi pro Brexit fanno bye bye a tutti. Anche in Italia, M5S è euroscettico in modo e in misura assai diversa dalla Lega, e infatti resteranno in gruppi politici ben distinti. Il commento di Fulvio Scaglione sul sito  Linkiesta.

Il toto-nomi a Bruxelles, Italia esclusa dai giochi