Gentiloni alla conquista della sabbia libica

Khalifa Belqasim Haftar

Un paradosso. L’Italia ha avuto fino a pochi anni fa un unico, grande alleato nel Mediterraneo: Muhammar Gheddafi. Per affari, petrolio e politica. Non c’è stato governo di destra o di sinistra che abbia smentito questa intesa, intorno alla quale, peraltro, ha sempre ruotato l’intera politica estera della Farnesina. E ora, a seguito della decisione del governo di inviare navi della Marina di fronte alle coste libiche per arginare l’ondata migratoria, siamo accusati addirittura di neocolonialismo, di aver avviato una vera operazione militare, e perfino – come ci ha bollato un redivivo Seif Islam, secondogenito di Gheddafi e fiero oppositore del governo legittimo e contestato di Fayez al-Sarraj – di essere «gli eredi del fascismo». L'editoriale di Bruno Manfellotto sul Messaggero Veneto.

Palazzo Chigi con l'avventura libica rischia grosso