Londra cresce, la Ue no

Londra cresce, la Ue no

Non abbiamo creduto che la Brexit fosse una pestilenza che avrebbe trasformato Manchester e Liverpool in lazzaretti, con il rischio di contagio universale. Le previsioni erano fasulle, servivano ad accompagnare le scommesse degli speculatori per consentire enormi guadagni. Nulla di scientifico, ma la forza della suggestione e della presunta autorevolezza del Financial Times. E dire che c' erano precedenti storici. Quando la Groenlandia, staccatasi nel 1985 dalla Danimarca, se n' è andata dalla Ue, è cresciuta formidabilmente. Gli economisti e i banchieri prevedevano il contrario, ovvio. Come a giugno in Gran Bretagna. Si confondono le scommesse dei banchieri e le speranze dei burocrati per la realtà delle cose, e non si capisce che la forza della libertà è prepotente. Spezzare le catene fa volare. E l' autostima dei britannici, liberatisi dal gran bordello europeo, volteggia come farfalla. Di tutto questo nessuno ha scritto nulla. L'editoriale di Vittorio Feltri su Libero.

Brexit, una manna per Londra