Trump e Putin uniti contro la Cina di Xi?

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ll 7 maggio 2020 rimarrà nella storia come il giorno in cui l’insurrezione contro lo stato e la costituzione americana sono state sconfitte. Il Dipartimento di Giustizia ha ufficialmente scagionato da ogni accusa la prima grande vittima del tentato golpe, il consigliere presidenziale per la sicurezza nazionale, il generale Michael Flynn, intrappolato illegalmente con accuse visibilmente false per ordine di James Comey. Flynn, ex direttore del Defense Intelligence Agency (DIA) era ed è l’uomo che sa dove sono sepolti gli scheletri a Washington. Flynn era rimasto in carica solo tre settimane. Si preparava a ripulire gli “scantinati” del Deep State. Ma i suoi nemici sapevano bene che non avrebbero avuto scampo contro un uomo che conosceva tutti i loro più inconfessabili traffici. Il commento di Umberto Pascali su La Voce delle Voci.

Il Coronavirus ha sconvolto i progetti di Putin, Trump e Xi

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L’incompetenza della Cina ha trasformato il Covid-19 in una pandemia mondiale

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Dall’insabbiamento delle prove al mancato blocco dei voli internazionali, Niall Ferguson propone sei domande per Xi Jinping. Nel romanzo di fantascienza Il problema dei tre corpi di Liu Cixin, la Cina prima crea e poi risolve una minaccia esistenziale per l’umanità, scrive Niall Ferguson. “Pensavo fosse una strana trama quando ho letto il libro l’anno scorso. Uno scienziato cinese rivela la posizione della Terra a un pianeta ostile di nome Trisolaris, ma un suo connazionale compromette il piano di invasione di Trisolaris e salva il mondo. I romanzi di fantascienza occidentali generalmente seguono una trama diversa. I cattivi (i tedeschi, i russi, i cinesi o semplicemente gli alieni) fanno i danni mentre i buoni (che parlano inglese) salvano il mondo. Leggendo il libro di Liu Cixin ho imparato che in Cina le cose funzionano diversamente. Per i cinesi è accettabile rovinare il mondo per poi salvarlo. La minaccia a cui ci troviamo di fronte oggi non è ovviamente l’invasione degli alieni. Il coronavirus non proviene dallo spazio anche se, come Trisolaris, si pone l’obiettivo di colonizzarci. I primi casi di coronavirus si sono verificati in Cina, così come i primi messaggi a Trisolaris erano stati inviati dalla Cina''.

Se siete vittime dell’ossessione moderna con l’inclusione culturale e la sensibilità, potreste essere infastiditi dal fatto che Donald Trump si riferisca al Covid-19 come ‘il virus cinese’. Ma il presidente americano ha il diritto di usare questo termine così come le persone nel 1968 avevano il diritto di rivolgersi all’influenza A (H3N2) come ‘l’influenza di Hong Kong’, ovvero il luogo in cui si erano verificati i primi casi. Come nel romanzo di Cixin, la Cina ha causato il disastro del coronavirus ma oggi vuole prendersi il merito per averci salvato. Attraverso l’esportazione di tamponi (la maggior parte dei quali non funzionano) e di mascherine (la maggior parte funzionano, ma ho acquistato la mia da Taiwan, grazie mille), il governo cinese cerca di trasformare una sconfitta in una vittoria.

Il vice direttore del dipartimento di informazione del ministero degli Esteri cinese ha avuto il coraggio di sostenere la teoria complottista secondo cui il coronavirus sarebbe originato negli Stati Uniti. La cosa peggiore è che molte persone nel mondo occidentale sono così accecate dall’odio verso Trump, così corrotti dai soldi dei cinesi o, nel caso dell’Italia, così delusi dalla risposta egoista dei loro vicini europei, che finiscono per credere a queste ipocrite menzogne. Quest’anno c’è stato qualcosa di più sciocco della campagna ‘Abbraccia un cinese’ promossa del sindaco di Firenze?”.

Ferguson riassume l’assurda propaganda del Partito comunista cinese in risposta al coronavirus e propone una lista di sei domande da fare a Xi Jinping.

Primo, cosa è successo a Wuhan tale da provocare il coronavirus? Sarebbe già piuttosto grave se l’epidemia si fosse originata nei mercati che il tuo regime non ha chiuso. Ma se il contagio si fosse diffuso a causa delle inefficienze nella sede di Wuhan del Centro cinese per la prevenzione e il controllo delle malattie, sarebbe anche peggio. E’ assurdo fare ricerca su alcune epidemie potenzialmente letali come il coronavirus in una metropoli come Wuhan.

Secondo, è vero che il governo di Pechino ha occultato le prove dopo che è emerso che la trasmissione del virus avveniva attraverso gli esseri umani? Oggi sappiamo che tra il 12 dicembre e la fine del mese ci sono stati 104 casi di coronavirus, che hanno generato 15 morti. Perché il governo ha ripetuto fino al 31 dicembre che non c’erano prove chiare che la trasmissione avvenisse tra esseri umani? E perché la linea ufficiale è cambiata solo il 20 gennaio?

Terzo, perché il 23 gennaio hai vietato i voli dall’Hubei al resto della Cina ma non dall’Hubei al resto del mondo? Solitamente gennaio è il mese con il più alto traffico aereo dalla Cina all’Europa e all’America per i festeggiamenti del capodanno cinese. Secondo le informazioni disponibili, i voli da Wuhan a Londra, Roma, Parigi, New York e San Francisco sono proseguiti per tutto il mese di gennaio e in alcuni casi fino a febbraio. Non hai perso tempo a limitare i voli internazionali verso la Cina una volta che il Covid-19 è diventato un fenomeno globale, ma il tuo approccio è stato molto diverso quando voi avete esportato l’epidemia in occidente.

Quarto, per quale ragione il portavoce del ministero degli Esteri ha diffuso una teoria complottista falsa sui social media, e perché non è stato licenziato? Anche il vostro ambasciatore in America ha smentito la fake news. Restiamo in attesa di capire chi dei due riceverà il vostro appoggio.

Quinto, dove sono il tycoon Ren Zhiqiang e il medico di Wuhan Ai Fen, solo per citare due dei cittadini cinesi che sono scomparsi dopo avere criticato il modo in cui il governo ha gestito il Covid-19? Infine, quante persone sono state uccise dall’epidemia? Non mi aspetto delle risposte nitide a queste domande, così come non abbiamo avuto delle risposte nitide dall’Unione sovietica dopo il disastro di Chernobyl. Ma credo che dobbiamo continuare a porci queste domande, anche solo per vaccinarci dall’altro virus proveniente dalla Cina, ovvero la disinformazione digitale che Xi ha imparato dal suo amico russo Vladimir Putin. La Cina ha un problema. Non si tratta del ‘Problema dei tre corpi’, un libro brillante che ci ricorda che gli scrittori cinesi possono produrre grande letteratura, così come i ricercatori cinesi sono capaci di prodigiose scoperte scientifiche. Lo stesso valeva per i russi che vivevano sotto il comunismo. Il problema della Cina, come quello della Russia prima del 1991, è il ‘Problema del Partito unico’. E finché un quinto dell’umanità verrà sottoposto alla volontà di un’organizzazione corrotta, senza vincoli e assetata di potere, il resto dell’umanità non potrà stare al sicuro”.  Dal Sunday Times del 4 aprile 2020

Niall Ferguson - Sunday Times -4 aprile 2020 - Il Foglio – 13 aprile 2020

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I rischi da quarantena politica, tra sovranismi e una Germania sospettosa

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C’è voglia di quarantena anche in politica estera. Facciamo (o faremo) davvero da soli, senza Europa, come minaccia il nostro premier Giuseppe Conte? “Da soli? E io rispondo: tanti auguri. Se fossimo in grado di fare da soli lo avremmo già fatto. La verità è che non lo siamo”. Europeista malgrado questo sabba antieuropeista, Angelo Bolaffi, germanista e già direttore dell’Istituto di cultura di Berlino, rimane forse l’unico, in Italia, a comprendere le posizioni dei paesi del Nord, secondo alcuni i nostri nemici. Più che un intellettuale di minoranza è al limite dell’intelligenza dissidente. “So pure io di essere fuori dal coro. Ma ci provo. Ci troviamo di fronte alla stessa situazione del 2013, quando stava per saltare l’euro e la Grecia era un passo dal fallimento”. Per fortuna allora non è accaduto e la Grecia è rimasta in Europa ma accettando pesanti condizioni. E’ ancora possibile? “Ecco, l’euro venne salvato e la Grecia ricevette un prestito di trecento miliardi che mai restituirà. Il vero problema è che a causa di questa pandemia stanno riemergendo i vecchi isterismi anti europei. Mi servo di Pietro Ingrao e dico: calma e gesso”. Abbiamo bisogno però di denaro e subito… “Lo so benissimo, ma non è la Bce che ce lo può dare e non lo può fare per statuto. Non finanzia gli stati. Si devono individuare dei fondi reali. Serve adesso uno sforzo keynesiano. Tutti citano le sue teorie, ma mai quando occorre. L’Europa non può essere il nostro bancomat”. Consigli, professore? “Innanzitutto, se fossimo la Germania, non parleremmo così. So che urge denaro, ma se il denaro manca è perché non abbiamo messo paglia nel fienile”. In realtà, una soluzione ci sarebbe, ma è quella che il M5s e lo stesso governo, al momento, si rifiutano di accettare. Si tratta del Mes, il fondo salva stati che prima dell’emergenza sanitaria era la mala bestia italiana. “C’è solo questo meccanismo che permette di avere denaro da spendere. L’aiuto non può passare solo dall’acquisto dei nostri titoli di stato. Adesso ci serve il Mes” dice Bolaffi con voce squillante. Anche lui ha ascoltato Conte alla Camera mentre ragionava di, e perdonate l’anglismo, european recovery bond. Dopo l’aula si è presentato in video conferenza con gli altri premier europei e ha mostrato, secondo alcuni, carattere. Le è piaciuto? “Il carattere serve, ma non guasterebbe anche immedesimarsi nelle vesti dei tedeschi”. Sono misure necessarie, probabilmente, anche per gli stati del Nord. Perché questa ostinazione da parte loro. Può aiutarci? “Perché gli eurobond sono qualcosa che rimane e non sono un intervento di contingenza. Temono che gli italiani vogliano fare i furbi e che attraverso l’appello alle emozioni si voglia fare passare anche altro. So che è difficile, ma dobbiamo aiutarli a farci aiutare. Spiegarlo. Nel 2013, è vero che Mario Draghi salvò l’euro, ma non si può dimenticare che ci riuscì perché Angela Merkel sposò la sua linea”. Secondo Bolaffi, la sfiducia di Germania e delle altre nazioni rigoriste si deve ancora a partiti antieuropei e alle iniziative spericolate del nostro ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ministro ormai maoista. “Chiedo: come possono fidarsi quando la maggiore forza di governo, e parlo del M5s, è una forza scettica sull’Europa? Oggi vedo che la invoca. Mi sembrano no vax che chiedono il vaccino. Non è con i ricatti che si vince questa partita”. E infatti, il governo guarda a oriente. Gli aiuti sanitari arrivano da Cina e dalla Russia di Putin. Cosa ne pensa? “Sta rinascendo quel partito anti occidentale che era rimasto in sonno. Stiamo strizzando l’occhio a Putin per non parlare dell’accordo Belt and Road. Si costruiscono ponti d’oro”. L’Italia, in politica estera, ha sempre praticato la dissimulazione onesta. Almeno questa, non è una novità. Risponde Bolaffi: “E’ vero. Sempre si sono fatti giri di valzer. Ma ballare il valzer con il regime di Pechino è molto pericoloso”. Ma con chi ballare: con la cancelliera Merkel? “Il nodo rimane la sua debolezza. E’ sulla via del tramonto. Fra un anno non sarà più cancelliera e solo l’emergenza coronavirus ha rimandato il cambio alla guida della Cdu. Serve un ultimo sfaglio da parte sua. Come fece Helmut Kohl. Fu capace di fare accettare ai tedeschi l’euro. Rinunciarono al marco che per loro faceva parte dell’identità. La domanda è: sarà capace di farlo? E’ questo che mi angoscia. Se la Germania accetta, la seguiranno a ruota olandesi, finlandesi”. Intanto è tornato un sentimento antitedesco. Non si era certo spento, ma di sicuro si è infiammato. E qui, Bolaffi ricorda le fantasie di queste disperate settimane. “Si è rimproverata la Germania perché aveva pochi morti. Perfino come numerava i decessi. Per carità. Non sono mancate le stupidaggini da parte dei tedeschi. Non voglio difenderli ma invito a riflettere. L’Europa non è una famiglia, ma un condominio. Teniamolo a mente”. Mai come in questi giorni abbiamo capito quanto sia difficile coabitare nei condomini… “Parlando di condominio. Nel mio abita il grande regista Paolo Taviani. Ha raccontato gli orrori della guerra e non gli manca certo la fantasia. Mi ha rivelato che pensava alla terza guerra mondiale, ma non se la immaginava così. Senza eccedere nella retorica, questa pandemia è un conflitto eccezionale. Il presidente francese François Mitterrand diceva: per fare davvero l’Europa servirà una terza guerra mondiale. Mettiamoci d’accordo con l’Europa. Anche Palmiro Togliatti lo fece con i badogliani. Serve uno sforzo. Vediamo come”.

Carmelo Caruso - Il Foglio – 29 marzo 2020

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