Ritorna la battagia sul Mes, la barricata degli olandesi

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Gli Stati membri hanno ancora molto da discutere sulle caratteristiche della nuova linea di credito decisa dall’Eurogruppo dello scorso 9 aprile e con operatività a partire dal primo giugno, insieme al resto del pacchetto di 540 miliardi di euro (Bei, piano Sure della Commissione). Va detto che, se venerdì ci sarà un accordo, un board dei governatori del Mes il 14 maggio potrebbe decidere di rendere operativa la nuova linea di credito pandemica già per quella data. Il commento di Angela Mauro su Huffington Post.

L'Olanda di Rutte non arretra, sul Mes ci vanno i controlli Ue

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Per combattere il Coronavirus misure straordinarie

Per l’economia reale una realtà potente è la Bei (Banca Europea degli Investimenti) e il Fei (Fondo europeo per gli investimenti). Sono enti solo marginalmente considerati nell’attuale emergenza, eppure si tratta di “due giganti” che possono e devono essere più utilizzati adesso che Ue ed Eurozona rischiano una crisi strutturale delle loro economie. La Bei, fondata nel 1958 in concomitanza alla firma dei Trattati di Roma, ha come azionisti gli Stati della Ue con Francia, Germania e Italia che arrivano al 48,3% del capitale sottoscritto e versato, pari a 233 miliardi di euro. Ha assets per 550 miliardi e annualmente concede crediti per circa 60 miliardi finalizzati a progetti di investimento specie nei campi della transizione energetica e dello sviluppo infrastrutturale sempre più in una ottica di ecocompatibilità. Il commento di Alberto Quadrio Curzio su Huffington Post.

Urgente un piano di interventi di straordinaria emergenza

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L'U.E. deve occuparsi di sanita', non gli Stati membri

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L'Unione Europea è il capro espiatorio perfetto perché appare come un organismo lontano e impersonale. Ma ciò che si decide a livello europeo è quasi sempre frutto della mediazione degli Stati che scelgono quali poteri dare alle istituzioni sovranazionali attraverso i trattati. La scelta di chiudere o non chiudere le frontiere interne, rispettare o meno le linee guida dell'Ecdc, stabilire strategie di campionamento, sorveglianza e comunicazione in modo indipendente è prerogativa degli Stati nazionali. Francia, Italia, Germania e Spagna non si sono comportate tutte allo stesso modo. Ma se le cose andranno male, tutte potranno dare colpa all'Unione Europea. Come sempre. Il commento di Andrea Fioravanti su Linkiesta.

Covid 19, l'Europa non ha colpe, sono gli Stati irresponsabili

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