Amministrative, probabile débacle sovranista

Nei prossimi mesi potrebbe essere quella di un certo smarrimento strategico di una destra platealmente divisa in tre, mentre Mario Draghi va avanti facendogli ingoiare qualunque boccone, con un Salvini in crisi e la stessa Giorgia Meloni bloccata in un’opposizione in fin dei conti innocua. Sarebbe uno scenario completamente diverso da quello che gli amici italiani di Viktor Orbán immaginavano fino a poco tempo fa, un imprevisto nuovo atto di questa incredibile legislatura. Il commento di Mario Lavia su Linkiesta.

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Nessuno riesce a contrastare Mario Draghi

Che cosa rende Draghi così dominante, pur senza un esercito alle spalle? Il personale prestigio, senza dubbio. Una levatura sopra la media (non eccelsa) della nostra classe dirigente. Un certo timore reverenziale che l’uomo incute per via del curriculum. Frequenta i potenti, padroneggia la finanza, conosce la geopolitica, sa esprimersi in lingua straniera. Non ce n’è tanti in giro con queste qualità sopraffine. Giorgetti, per dire, lo considera “un fuoriclasse”. L’uomo della Provvidenza. Al posto giusto e nel momento adatto. Però c’è dell’altro su cui il premier fa leva, specie nei confronti dei populisti. Oltre all’ascendente, mettono paura gli artigli che Draghi non ha tirato fuori. Perlomeno, non ancora. Il commento di Ugo Magri su Huffington Post.

Draghi, un uomo solo al comando! Conte e Salvini incassano senza reagire

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