Pd vince con Gori, Bonaccini e Giani. Con il M5S dove va?

È vero, Zingaretti porta a casa un buon risultato, lo ha riconosciuto anche Matteo Renzi. Anche se adesso giustamente si inizia a fare le pulci ai voti e il successo non è poi così netto. Finita la sbornia post elettorale, il segretario del Pd deve affrontare non pochi nodi, a partire dal fatto – come si evince dai dati dell’Istituto Cattaneo – che metà degli elettori Pd, molto probabilmente il suo zoccolo duro, hanno votato No al referendum. Sono stati loro, quelli che hanno fermato l’avanzata della Lega, che hanno fatto da argine anche all’onda populista dei 5 stelle e che di antipolitica ne hanno le scatole piene. (...) Zingaretti può voltare pagina. E per farlo deve imporre la sua agenda al governo, a partire dai decreti sicurezza e dalla giustizia. Il Pd, che esce più forte dalla tornata elettorale, deve dire basta all’approssimazione e alle proposte folli di un ministro come Alfonso Bonafede. Ha tutte le carte in regola per farlo. Almeno che non sia convinto che la proposta di riforma della giustizia sia condivisibile. Ma non è così. I dem hanno mal digerito le sparate del Guardasigilli e oggi possono chiedere una marcia indietro. Il tema della giustizia, nell’equilibrio del rapporto tra i poteri dello Stato, non può essere lasciato fuori da una rinegoziazione dell’agenda di governo Il commento di Angela Azzaro su il Riformista.

Zingaretti a un bivio: con i populisti del M5S o con i dem capaci di vincere?

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Con questo governo andremo a sbattere

Serve un progetto serio e unitario per l’alternativa democratica e contro gli affossatori dell’Italia, a partire dal Pd che ha retto bene o male il paese negli ultimi anni e poi con quella parte di centrodestra che non si rassegna a Salvini e Meloni. E anche con Matteo Renzi, Carlo Calenda, Emma Bonino,Marco  Bentivogli, Stefano Parisi, Mara Carfagna, con i liberali e i socialisti, con gli ambientalisti e la generazione Greta, con i sindacati e gli imprenditori, con l’Italia che lavora e che produce, viva l’italia, l’Italia che resiste. Il commento di Christian Rocca, direttore de Linkiesta.

L'Italia sta sprofondando nell'abisso, serve l'aiuto di tutti

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Chi al Quirinale? Il chiodo fisso soprattutto del Pd

A preoccupare in particolar modo è la risoluzione sull'Europa, che il premier vorrebbe rimandare a settembre ma che attualmente è prevista per la prima metà di luglio. Il Mes costituisce il più concreto rischio d'incidente. E proprio sul Mes si potrebbe sperimentare il soccorso azzurro, una coincidenza d'intenti con Forza Italia che garantirebbe i numeri ma che soprattutto sarebbero le prove generali del nuovo schema che l'ex premier ha in mente. Certo, con Fi il partito guidato da Vito Crimi non accetterebbe mai di governare. "Ma se Renzi - dice un esponente di governo - lavorasse per un gruppetto che garantisse i voti magari dal gruppo Misto, ecco, non è che noi ci opporremmo...". Il commento di Pietro Salvatori su Huffington Post.

Voci, voci, voci, il governo brancola nella nebbia più fitta, ma non cade, per ora

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