Sfiducia di Visco e Draghi al Governo dei sussidi

I ristori ai ristoranti. Non è un facile gioco di parole, perché tra ristori e ristoranti si gioca il presente del Governo. Il futuro invece dipende da che cosa accadrà al piano per la ripresa. (...) Bonus, sussidi, debiti su debiti, debiti necessari, ma debiti cattivi se vogliamo usare la distinzione introdotta da Mario Draghi. In attesa dei debiti buoni, quelli che dovrebbero finanziare il ritorno alla crescita e che, invece, sembrano fuori dall'orizzonte del Governo. Le considerazioni di Stefano Cingolani su il Sussidiario.

La drammatica (per l'economia) politica dei sussidi a pioggia

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I siluri (via spread) pronti ad arrivare sull’Italia

C’è una variabile da tenere in conto: le banche francesi, molto attive e molto interessate al mercato del credito del nostro Paese, hanno in pancia circa 285 miliardi di titoli di Stato italiani. Cosa accadrebbe se, seguendo l’esempio stesso di alcune nostre compagnie assicurative, dovessero casualmente decidere di scaricarne anche solo il 3-5% sul mercato, di colpo? Un effetto 2011. Al cubo, però. Perfetto per mandare fuori controllo il nostro spread e tramutarci automaticamente da percettore privilegiato di fondi Ue e grande malato d’Europa, quindi destinato alla terapia intensiva del commissariamento. Il commento di Mauro Bottarelli su il Sussidiario.

I pericoli con l'avvento del Conte 2 per l'Italia non sono stati sventati

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La bugia di Conte a proposito di uno ''stanco'' Draghi

Un sondaggio per verificare la disponibilità dell'ex presidente della Bce a un incarico europeo probabilmente ci sarà anche stato, ma dire che Draghi si è tirato indietro "perché stanco" fa sorridere: la discussione che ha portato alla scelta di Ursula Von Der Leyen si svolse negli ultimi mesi del governo gialloverde, e mai un candidato italiano, neppure Draghi, sarebbe stato accettato da Francia e Germania. E il primo a saperlo era lo stesso Draghi. (...) A detta della quasi totalità degli esperti delle cose del Palazzo, di elezioni non se ne parla come minimo sino all’elezione del successore di Mattarella (gennaio 2022). Ma che questo governo abbia la forza per arrivarci non è scontato. Sono 18 mesi da riempire di contenuti anche politici (Pd e 5 Stelle devono decidere se far diventare il loro fidanzamento governativo un matrimonio politico). Ma se qualcosa dovesse andare storto, allora davvero l’ombra di Mario Draghi potrebbe concretizzarsi dalle parti di Palazzo Chigi. Le considerazioni di Anselmo Del Duca su Il Sussidiario.

Le paure di Conte, lasciare Palazzo Chigi a Mario Draghi

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