Governo M5S-Lega, buio pesto sulle prospettive

Il Governo del Cambiamento ha fatto passare i suoi primi cento giorni impegnando gli italiani in giochini estivi. Il primo riguarda l’auspicato tramonto dell’euro, cioè di una valuta che per ora pare godere di buona salute, a giudicare dall’accoglienza che le è stata riservata nei suoi primi quasi vent’anni di vita dai mercati finanziari. Molto popolare sui “social” e nel mondo politico Lega-M5s anche l’idea che l’Italia dovesse rompere o rivoltare come calzini regole europee che per essere modificate richiedono il consenso di tutti i paesi. E poi c’è stato il cosiddetto “decreto Dignità”, Il commento del prof. Francesco Daveri sul sito lavoce.info

Non sempre il bel giorno si vede dal mcattino

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L'annuncio di un autunno caldo

Al di là della mitologia del “contratto” comincia, infatti, a farsi sentire il peso dei differenti bacini elettorali geografici e sociali di M5S e Lega. Le due componenti populiste possono trovare un comune terreno nell’occupazione del potere, ma questa prospettiva riguarda esclusivamente il ceto politico, non i ceti sociali che le hanno votate. Lo si vedrà meglio quando questa lunga estate calda finirà, e con essa si ridimensionerà anche la fiammata del consenso. Allora, leghisti e pentastellati dovranno scegliere, in presenza anche di possibili turbolenze dei mercati e fibrillazioni sullo spread, a chi redistribuire le scarse risorse disponibili. E non sarà certo un passaggio indolore. Il commento di Renzo Guolo sul Messaggero Veneto.

Di Maio e Salvini sbatteranno il muso contro la realtà dei numeri

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Italia nel caos e sono passati 44 giorni dal voto!

Possiamo contare su una classe politica che non crede a nulla, che vive in funzione del calcolo istantaneo della propria popolarità e che, soprattutto, non ha la più pallida idea di come tirar fuori l'Italia - ultima per tasso di crescita in Europa anche nel 2018, secondo le stime, pur riviste al rialzo, del Fondo Monetario Internazionale - dal pantano in cui si ritrova. La Lega a guida Matteo Salvini ed il Movimento Cinque Stelle capitanato da Luigi Di Maio, che in queste settimane hanno dato vita a un indegna coda di campagna elettorale sulla pelle delle istituzioni italiane, stanno molto probabilmente crescendo nei sondaggi. I due non sanno trovare un accordo per formare un esecutivo che possa essere in grado di tirare fuori il Belpaese dal pantano di un'economia stagnante da un decennio. L'editoriale di Francesco Cancellato sul sito www.linkiesta.it.

La nostra classe politica è fatta di incapaci

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