Nessuno riesce a contrastare Mario Draghi

Che cosa rende Draghi così dominante, pur senza un esercito alle spalle? Il personale prestigio, senza dubbio. Una levatura sopra la media (non eccelsa) della nostra classe dirigente. Un certo timore reverenziale che l’uomo incute per via del curriculum. Frequenta i potenti, padroneggia la finanza, conosce la geopolitica, sa esprimersi in lingua straniera. Non ce n’è tanti in giro con queste qualità sopraffine. Giorgetti, per dire, lo considera “un fuoriclasse”. L’uomo della Provvidenza. Al posto giusto e nel momento adatto. Però c’è dell’altro su cui il premier fa leva, specie nei confronti dei populisti. Oltre all’ascendente, mettono paura gli artigli che Draghi non ha tirato fuori. Perlomeno, non ancora. Il commento di Ugo Magri su Huffington Post.

Draghi, un uomo solo al comando! Conte e Salvini incassano senza reagire

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Acciaio fragile, Ilva nelle mani dei giudici!

La produzione dell’Ilva è ai minimi storici, e l’accordo tra Arcelor Mittal e Stato italiano per il rilancio dell’impianto potrà funzionare solo in caso di sentenza favorevole del Consiglio di Stato, come ha recentemente chiarito anche il ministro per lo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. Il commento di Claudio Paudice su Huffington Post.

L'acciaio rincara (e di molto) e l'Ilva di Taranto rischia la chiusura!

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Nascerà un tripolarismo con socialisti, popolari e liberali?

Si sta marciando verso un sistema tripolare? È questo che si sta costruendo dietro il palcoscenico della politica? Può darsi che l’esito dell’ennesimo capitolo della storia italiana sarà una tendenziale tripartizione che all’incirca ricalcherà lo schema delle grandi famiglie europee: socialista, popolare, liberale. Il commento di Mario Lavia su Linkiesta.

La politica italiana intravede un rimescolamento delle carte

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