L’élite italiana assomiglia a un’oligarchia

La democrazia — cioè il regime del governo popolare — e le élite in quanto tali siano due cose in naturale rotta di collisione lo scoprì per la prima volta la democrazia ateniese quando alla fine del VI secolo a.C. fu indotta proprio per questo ad adottare la legge sull’ostracismo: al fine , come ci dice Aristotele, di cacciare dalla città «tutti coloro che parevano innalzarsi al di sopra degli altri». È anche vero però che su questo antagonismo diciamo così consustanziale tra élite e democrazia la storia ha poi fatto valere le proprie ragioni, stabilendo che le moderne società complesse senza élite non possono funzionare. Neppure le democrazie. L'editoriale del prof. Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere della Sera.

Il problema del Belpaese, la mancanza di una élite credibile

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L'Italia del bel tempo che fu

Fino agli anni 80 la nostra rimase una società strutturata intorno a istituzioni formative consistenti: ciascuna animata a suo modo dalla consapevolezza di avere un compito da svolgere e decisa a svolgerlo. Un compito — questo mi sembra oggi molto importante — svincolato nel suo perseguimento e per i suoi obiettivi sia dal mercato sia dai desiderata del pubblico. L'editoriale del prof. Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere della Sera.

Il Bel Paese diventato ormai "il Brutto Paese"

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Immigrazione incontrollata, superato il livello di guardia

Berlusconi ha promesso, se vince le elezioni, di cacciare via dall’Italia centinaia di migliaia di immigrati. Nessuno lo sa, e naturalmente non ne ha una minima idea neppure Berlusconi stesso. Basterebbe questo a indicare l’incosciente superficialità con cui la classe politica italiana è abituata a trattare il tema dell’immigrazione. È la stessa superficialità,del resto, che l’ha portata a lasciare in vigore a tutt’oggi la legge Bossi-Fini. Il commento di Ernesto Galli Della Loggia su Corriere della Sera.

Gli errori incredibili sull'immigrazione

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