La maggioranza silenziosa non esiste più

La voglia dell’«uomo forte» rivelata dai dati del Censis più che di un desiderio di soluzioni dittatoriali o comunque contrarie alla democrazia liberale testimoniano sostanzialmente di qualcosa d’altro: di un’insoddisfazione radicale per il pessimo funzionamento del Paese. È un’insoddisfazione che si accentra su quello che è effettivamente il punto cruciale della crisi italiana: vale a dire l’incapacità di decidere da parte del sistema politico-amministrativo e insieme la sua incapacità di fare le cose che alla fine pure vengono decise, da ultimo anche l’incapacità di controllare ciò che è stato fatto, più in generale di controllare la sensatezza e l’applicazione della mostruosa caterva di leggi e regolamenti in vigore. L'editoriale del prof. Ernesto Galli Della Loggia.

Belpaese, la confusione regna sovrana, l'insoddisfazione degli elettori

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Governo Conte 2: la vittoria dei voltagabbana

Trasformismo non significa affatto cambiare opinione su questa o quella questione. Non vuol dire cambiare idea. Ci mancherebbe altro. Il mondo, le situazioni, i protagonisti cambiano a velocità vertiginosa: sarebbe assurdo che invece deputati e senatori dovessero conservare sempre la medesima opinione di cinque, dieci, o anche un anno prima. Le cose stanno però ben diversamente quando si tratta del mutamento della propria identità politica e non già di un semplice mutamento di idee su una determinata questione, sia pure importante. L'editoriale .di Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere della Sera

Italia, trasformisti in azione per salvare la cadrega

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La crisi della nostra Università

  • Pubblicato in Cultura

Il nostro declino spiegato da un aneddoto universitario: un «trenta» immeritato che ci fa capire le radici di tanto conformismo e impreparazione. (...) Questa la ragione fondamentale che c’impedisce di capire le ragioni della nostra crisi interminabile e quindi di superarla: non voler vedere che essa affonda le radici in un quantità di illusioni e di errori di tanti anni fa, di decisioni sbagliate che prendemmo allora o di cambiamenti che avremmo dovuto fare e non abbiamo fatto. Mentre intorno a noi tutto cambia noi abbiamo paura di cambiare, di cambiare noi stessi per conquistare gli orizzonti di una nuova vita. Ma piuttosto che una nuova vita a noi interessa cullarci interminabilmente nella nostra accidiosa nostalgia. Il commento del prof. Ernesto Galli Della Loggia sullo stato dei nostri atenei sul Corriere della Sera.

Atenei da riformare, la meritocrazia dimenticata

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