Nelle segrete stanze il nome dell'inquilino del Colle

Intorno alla elezione dell'inquilino del Quirinale si annodano trattative segrete, conversazioni riservate, giochi, inganni, depistaggi: insomma tutto il repertorio del machiavellismo da poveracci della peggiore tradizione nazionale. Che almeno, però, serve a mostrare come stanno effettivamente le cose al di là della solfa edificante sul «garante», l’«arbitro», il « super partes », e altrettali definizioni. E cioè che partiti ed esponenti politici sono così consapevoli della realtà della posta in gioco - e cioè mettere il proprio cappello sul vertice del potere, ovvero impedire che lo metta l’avversario - che brigano in ogni modo per essere nel novero degli elettori, per non restarne esclusi, cercando possibilmente di escludere i rivali. L'editoriale di Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere della Sera.

In arrivo una tempesta sul (o per il) Colle

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Cara Unione Europea, così davvero non va

L'Europa non esiste

Se vuole sopravvivere, se vuole cercare di diventare un vero corpo politico,cioè un'entità coesa, tenuta insieme da un legame autentico, e perciò capace di un'azione efficace, l'Europa ha una sola strada davanti: quella di una stagione costituente radicale, audace. In mancanza di ciò, su troppe cose che contano continueremo ad andare in ordine sparso, magari a raccontarci la favola che tanto a «fare l'Europa» ci pensa il programma Erasmus, aspettando che inevitabilmente qualcuno prima o poi però,con le buone o con le cattive, decida di uscire dall'Unione e di chiederne il fallimento. Un editoriale di Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere della Sera.

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Il Belpaese si trova in un vicolo cieco

Se da vent’anni, suggerisce il prof. Ernesto Galli Della Loggia con un editoriale sul Corriere della Sera, l’assetto politico italiano non trova pace, sentendosi periodicamente insidiato dall’antipolitica, dal populismo, dal giustizialismo - con i vari schieramenti politici che di volta in volta incarnano uno dei tre - una ragione di fondo c’è. Ed è che tutte e tre quelle patologie sono nel Dna stesso della Seconda Repubblica: costituiscono una sorta di suo peccato originale. Tra il 1992 e il 1994 - non bisogna mai dimenticarlo - la Seconda Repubblica è nata infatti fuori e contro la politica. Violando in molti modi l’insieme di regole e di prassi che fino allora la democrazia italiana aveva più o meno sempre rispettato, e al tempo stesso, però, non essendo capace di darsi regole davvero nuove. Proprio per questo essa è restata in certo senso prigioniera delle modalità della sua nascita: condannata a ripercorrerle periodicamente. Dunque a doversela vedere periodicamente con l’antipolitica, con il populismo, con il giustizialismo.

Se cresce l'antipolitica è per la scomparsa della buona politica

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