La plastica è pericolosa? Oggi non se ne può fare a meno

Per combattere il Coronavirus abbiamo fatto ricorso alla plastica a piene mani: guanti di plastica, visiere e panelli di plastica, mascherine, sovrascarpe e scafandri in materiali non naturali. Quasi tutto monouso, da usare e gettare. Verrebbe da dire... meno male che è stata inventata la plastica. A tale proposito vale la  pena ricordare che il padre della plastica è Giulio Natta, unico Premio Nobel per la chimica italiano. Un vanto della nostra ricerca scientifica... chissà cosa avrebbe pensato di tutto il discredito gettato sulla sua invenzione e della resurrezione dovuta al Coronavirus. Il commento di Emilio Barucci su Huffington Post.

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Le case farmauceutiche ostaggio di Trump?

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Scrive il Financial Times: il “nazionalismo”, applicato ai vaccini, rischia di rallentare la lotta al coronavirus. Lo abbiamo già visto con l’influenza suina del 2009, quando i Paesi più ricchi del mondo quasi si azzuffarono per firmare accordi con le case farmaceutiche, lasciando le nazioni più povere in coda alla lista. L’Australia arrivò a impedire a un’azienda farmaceutica locale di esportare dosi negli Usa fino a quando tutta la popolazione australiana non fosse immunizzata, mentre l’amministrazione Obama diede la priorità alla distribuzione nazionale, in deroga alla propria promessa di donare vaccini ai Paesi più in difficoltà. Il commento di Giulia Belardelli su Huffington Post.

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