Referendum, c'è confusione e la politica brancola nel buio

L’attacco alla politica è stato ben orchestrato fin dal crollo del Muro di Berlino, che ha sancito il fallimento del comunismo e dei suoi interpreti italiani, frastornati e inzuppati di rubli-dollari su cui si è steso un velo vergognoso. Poi dalla “stampa dei padroni”, quella degli Agnelli e dei De Benedetti, i cosiddetti capitani di sventura che Enrico Cuccia detestava con la semplice e secca battuta “ho dovuto sempre fare le nozze con i fichi secchi” (...) dalla magistratura, che ha colto l'occasione per ampliare ancora di più il potere illimitato delle procure, unico caso nell'Occidente democratico (...) Nessuno dei Paesi democratici si sognerebbe di tagliare il corpo dei propri parlamentari, la rappresentatività del Parlamento sulla base di un risparmio di bilancio che per l'Italia è, secondo Carlo Cottarelli, di 57 milioni di euro e per questo vota No, mentre per Tito Boeri è di 87 milioni di euro, e ha deciso comunque di votare Sì. Il commento di Gianlugi Da Rold su il Sussidiario.

I “pentiti” dell’antipolitica che arrivano con 30 anni di ritardo

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Soldi dall'Europa, ora bisogna spenderli...bene

  • Pubblicato in Sport

“Dal negoziato per il Recovery fund ne siamo usciti bene, i finanziamenti sono addirittura più alti di quanto si pensava un mese fa”. Il giudizio di Carlo Cottarelli raccolto da HuffPost sull’accordo trovato all’alba dall’Ue, dopo 92 ore e quattro notti di trattative, è decisamente positivo. (...) La svolta dell'intesa è direttamente collegata al mutamento di condotta di Germania e Francia, che definisce "un cambiamento fondamentale" che è andato a vantaggio dello Stivale. Quanto ai nodi, che secondo lui non mancano, primo fra tutti quello su come verranno erogati i fondi, che ancora non è chiaro, "dobbiamo muoverci subito con le riforme, dobbiamo farle, perché siamo ancora troppo lenti e non possiamo pensare di farci sempre salvare dall'Europa". L'intertvista di Maria Elena Capitanio a Carlo Cottarelli su Huffington Post

Vittoria dell'Italia a Bruxelles. Ma non è ancora finita! Adesso le riforme che servono

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Provaci ancora, Conte, a semplificare non a ...

...a complicare! Dai grandi appalti alle procedure più piccole. Di recente è girato un video di Carlo Cottarelli in cui l’economista, tra il divertito e lo sgomento, raccontava la sua peripezia per il rinnovo della patente alla Motorizzazione civile: volendo andare allo sportello 'fisico' aveva poi scoperto solo lì, sul posto e senza alternative, che era obbligato invece a chiedere un appuntamento via mail, da cui avrebbe avuto poi una risposta. Un esempio forse banale, ma che fa capire come sia la somma di tante piccole novità e azioni a poter far compiere realmente un balzo di qualità alla vita degli individui. La prima semplificazione deve stare nella testa del legislatore e di ciascuno di noi. Tutto il resto, anche il piano legislativo, diverrebbe allora una logica conseguenza. Il commento di Eugenio Fatigante su Avvenire.

Semplificare? Fino ad oggi non c'è riuscito nessuno. Ci riuscirà l'avv. Conte?

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